Gli incontri organizzati attraverso un computer vanno bene, se sei un computer.

(Rita Mae Brown)

Cose serie

Sono numerose, tolgono il sonno, inducono spossatezza e disturbi visivi: non sono le varianti del coronavirus, bensì le serie tv. Produzioni di successo, moltiplicate  nelle visioni domestiche per le restrizioni imposte dai  vari lockdown, possono vantare sceneggiature perfette e cast azzeccati, quando non addirittura stellari. Le loro locandine si affacciano dai siti più o meno autorizzati, come i sapori  infiniti di una gelateria virtuale: ce n‘è davvero per tutti i gusti. Cominciamo, quindi.

Chi ama le saghe familiari 2.0 non può prescindere da This is us, la serie televisiva americana (5 stagioni)  trasmessa dal 2016 dall’emittente Nbc e ancora in corso. Anni ’80:  Jack e Rebecca Pearson sono una coppia  in attesa di tre gemelli. Ne sopravviveranno  due, ma il destino ha dietro l’angolo giusto un neonato di colore da adottare. In un vivace montaggio di passato e presente, la storia di questi irresistibili genitori,  figli, generi, nuore e nipoti si dipana fino ai giorni nostri – epidemia da Covid-19 e mascherine inclusi – dispensando gocce di saggezza, onde di emozioni, in un mare di umanità in cui ci si immerge volentieri. This is us è stata pluripremiata, con Sterling K. Brown “Miglior attore protagonista in una serie drammaticae tutta la squadra  decretata “Miglior cast in una serie drammatica”. La versione italiana in agguato (Noi, con Lino Guanciale, già in lavorazione) conferma il gradimento universale della fiction, anche se temiamo che eventuali  derive romanesche e abusati chichès nostrani guastino l’originalità della scrittura e il sapore autentico della serie creata da Dan Fogelman.

I cinefili, e non solo francesi, possono apprezzare Chiami il mio agente!, creazione d’oltralpe (4 stagioni) che guarda la realtà del mondo attuale dello spettacolo con gli occhi di chi ne detiene il “10 per cento”, come recita il titolo originario, cioè la percentuale che gli agenti acquisiscono per ogni contratto stipulato dalle star seguite. Le vicende di un’ immaginaria agenzia di spettacolo parigina, la ASK, sono animate da una carrellata degli attori francesi più acclamati del momento, che si mettono in gioco e ironizzano su se stesse: da Fabrice Luchini o Jean Reno completamente in balia dei propri assistenti, a una Monica Bellucci che accetta di rappresentarsi scalognata nelle storie sentimentali, per non citarne che alcuni. Figure ambigue e a tratti detestabili, ma carismatiche come l’ Andrea di Camille Cottin e il Mathias di Thibault de Montalembert, gli attori-agenti hanno rivelato ottime doti interpretative, fidelizzando gli spettatori, al momento orfani della 5^ stagione (e le star francesi che mancano all’appello in fila per prendervi parte…). (continua)

Disponibili sulle piattaforme di video on demand

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

 

 

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