Gli incontri organizzati attraverso un computer vanno bene, se sei un computer.

(Rita Mae Brown)

La biblioteca diventa piattaforma della conoscenza

Il convegno Stelline costituisce l’annuale appuntamento culturale nel panorama delle biblioteche e dei bibliotecari, attraverso il quale gli specialisti del libro e della lettura hanno l’opportunità di arricchirsi di un aggiornamento professionale, ma anche di partecipare a un tavolo di confronto sui temi più caldi del momento.

Solitamente, lo storico evento nazionale si svolge a Milano nella sede del Palazzo delle Stelline di via Magenta (da cui il nome affidato al Convegno).

Ma la ventiseiesima edizione si è dovuta scontrare con la nota situazione di pandemia che stiamo vivendo in questo momento storico e con le conseguenti restrizioni imposte dall’attuale condizione, impedendo il raduno della consueta folla di bibliotecari che attesta il successo della manifestazione.

Così quest’anno il Convegno – il cui titolo è “La biblioteca piattaforma della conoscenza: collaborativa, inclusiva, reticolare” – si è presentato un nuovo format, che vede non solo la realizzazione dell’incontro attraverso un collegamento online da remoto con i vari relatori, ma anche la proposta di suddividere l’incontro in 4 tappe distribuite su tutto il territorio nazionale, rendendolo così un evento itinerante e diffuso che percorre il Paese.

La prima tappa si è svolta a Torino il 25 e il 26 febbraio, a cui seguirà quella di Napoli il 22 e 23 aprile, quindi Firenze a giugno con date ancora da definire e Milano, che ospiterà, com’è tradizione, il tradizionale appuntamento al Palazzo delle Stelline, previsto per la fine di settembre.

 

Al convegno interverranno specialisti ed esperti del settore da ogni parte del mondo e sarà perciò occasione privilegiata per fare il punto sul ruolo sociale delle biblioteche, sul loro sviluppo e le strategie future.

Lo scopo del nuovo format è duplice – ha spiegato Massimo Belotti , Presidente Associazione Biblioteche oggi -. Da un lato, offre l’opportunità di declinare nelle realtà locali il modello formativo e di incontro dello storico Convegno Stelline, adattandolo alle diverse esigenze e sensibilità; dall’altra favorisce una partecipazione più ampia attraverso la modalità online e, qualora le condizioni lo permettessero, anche in presenza”. A commento del titolo, Belotti ha osservato che “la biblioteca come piattaforma è non solo una scelta culturale e organizzativa, ma anche sociale: la biblioteca, infatti, si presenta come un primo, indispensabile, hub di comunità”.

Ad aprire la tappa torinese e a tagliare il nastro della rassegna è stato David Weinberger, uno dei più autorevoli filosofi di internet (Caos quotidiano. Un nuovo mondo di possibilità, Codice edizioni 2020; Elogio del disordine. Le nuove regole del mondo digitale, BUR 2010; Arcipelago web, Sperling & Kupfer, 2002).

Ha raccontato come l’istituzione biblioteca rivesta oggi un ruolo importante all’interno del tessuto connettivo sociale di ogni comunità. Non è solo questione di istruzione, di formazione e di cultura, ma, soprattutto, di relazione, di confronto e di sviluppo di un pensiero critico che l’utilizzo di internet e dei social in particolare hanno assopito.

Per questo è importante che le biblioteche, in particolare, tornino ad essere, se mai lo sono state, al centro delle politiche nazionali, valorizzando quegli elementi insiti che la definiscono quale presidio democratico della conoscenza, indispensabile in molte realtà territoriali.

Dai territori – ha sottolineato Rosa Maiello, Presidente AIB- Associazione Italiana Bibliotechedeve nascere una spinta forte verso la struttura nazionale perché investa nella rete delle biblioteche, nella convinzione che i processi di apprendimento, partecipazione, accesso alle opportunità per una cittadinanza attiva e digitale non possono non tener conto delle biblioteche, che in Italia sono state il primo esempio di strumento di cittadinanza digitale, offrendo per prime servizi online ai cittadini”.

Il settore delle biblioteche, come tutto il comparto della cultura, è uscito fortemente provato dall’esperienza di lockdown di primavera e dalle limitazioni riproposte a novembre, mettendo in discussione il rapporto con gli utenti e con le comunità di riferimento.

Tale situazione, però, in alcune realtà è stata vissuta anche come opportunità e non solo come contingenza negativa, trasformandosi nell’occasione per introdurre e sperimentare nuovi scenari, soprattutto sul versante dei servizi digitali: le biblioteche sono diventate organismi resilienti, hanno saputo difendersi e riprogettare il loro futuro, con nuove strategie di servizio e nuove visioni.

In quest’ottica, quindi, le biblioteche possono essere definite “piattaforme della conoscenza”, come suggerisce il titolo del Convegno, non tanto nel perseguire il primato degli aspetti tecnologici e l’uso unidimensionale del digitale, quanto piuttosto nel ripensare a un nuovo modello organizzativo che configura l’istituzione biblioteca come un hub della conoscenza basato sulle relazioni, che consente a molteplici partecipanti di connettersi, interagire, creare un valore aggiunto, con un approccio “collaborativo, inclusivo e reticolare”.

Con l’aumento di questa interazione partecipativa con le loro comunità, le biblioteche rafforzano la loro missione nella società, sono “piattaforme sociali”, infrastrutture resilienti che mettono a disposizione spazi e strumenti per costruire comunità, sono il luogo in cui la conoscenza è il risultato delle connessioni, delle reti e delle relazioni tra i membri della comunità, diventando essere stesse nodo della conoscenza.

Il prossimo appuntamento del convegno si svolgerà a Napoli il 22 e il 23 aprile prossimo.

Il programma completo e le informazioni sull’evento:

https://www.convegnostelline.com

 

Loredana Pilati

loredanap@vicini.to.it

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