“L’uomo non sa accettare la vita nel suo nocciolo di casualità e di attesa. Paradossalmente vuole tutto e subito, ma arriva tardi o nel momento sbagliato.”
(Dino Buzzati)

Non ci resta che ridere?

Ve lo dico in anticipo, prima di leggere il seguito procurate di essere di umor lieto, chè l’argomento è greve, soprattutto in considerazione del periodo che stiamo attraversando.

Ma come si diceva una volta, perché non esasperare la situazione?

Aumentano, come era prevedibile, le pubblicità di agenzie di pompe funebri. E, come spesso accade quando la concorrenza aumenta, la pubblicità al prodotto diventa sempre più aggressiva. Inoltre, siccome siamo essenzialmente una società dello spettacolo, spettacolare deve essere il richiamo. Che sia l’acquisto di una lametta da barba o un’urna cineraria, l’importante è che l’impatto sia forte e soprattutto scateni pensieri ameni.

Qualcuno addirittura percorre la deriva tecnologica con un “configuratore online di cerimonia funebre,” che, in effetti, una volta che uno è attaccato al computer sperando di prenotare un vaccino, perché non dovrebbe portarsi avanti con il lavoro?

E così, spesso adoperando giochi di parole e doppi sensi, immagini di bare riempite di frutta o infiocchettate come gioiellini di Cartier, si giochicchia un po’ sull’ultimo tabù rimasto, buttandola come sempre in caciara.

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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