“L’uomo non sa accettare la vita nel suo nocciolo di casualità e di attesa. Paradossalmente vuole tutto e subito, ma arriva tardi o nel momento sbagliato.”
(Dino Buzzati)

Ciao Vita, di Giampiero Rigosi

L’ultima fatica di Giampiero Rigosi è un romanzo sull’amicizia e sul senso profondo del “combattere insieme fino alla fine”.

Giampiero Rigosi, scrittore cinquantanovenne di Bologna, sceneggiatore di serie televisive – L’ispettore Coliandro, La porta rossa, per citare le più note – ha pubblicato per La nave di Teseo una storia che, si intuisce già nel corso della lettura, nasce anche da risvolti autobiografici, come ci rivela nella pagina finale dei ringraziamenti, tanto è vivo e pulsante l’immergerci nelle atmosfere, nel clima e nei vissuti degli anni Settanta e Ottanta.

Il protagonista, Sergio Donati, è un regista affermato, vive la maturità della sua esistenza a Roma, in una casa accogliente, con un’avvenente compagna, una donna affascinante e sicura di sé.

Nello scorcio di questa sua vita apparentemente misurata e tranquilla arriva un giorno una telefonata da Bologna, con una notizia che sconvolgerà il ritmo pacato a cui Sergio si è ormai assuefatto. Un caro e vecchio amico, Vitaliano, che non vede da più di trent’anni, è affetto da una rara malattia degenerativa, giunta alla sua fase terminale.  Questo evento, che lo riporterà a Bologna lasciandosi alle spalle ogni suo progetto di vita, fa riemergere ricordi di gioventù: il suo passato del periodo adolescenziale condiviso con un compagno conosciuto sui banchi di scuola delle medie, Vitaliano, diventato poi il suo migliore e inseparabile amico. È la storia di un’amicizia profonda, che ha come sfondo la Bologna degli anni Settanta e Ottanta, il racconto del legame indissolubile di due anime così diverse, quasi opposte, ma con un’attrazione data dalla condivisione di passioni comuni per la letteratura, per la musica, per il cinema, nonostante i caratteri e le personalità così differenti, vivendo tuttavia insieme esperienze, amori, viaggi, sogni.

La Bologna così come ci viene raccontata dalla penna di Rigosi diventa una presenza costante nella storia, un personaggio silenzioso che sta sullo sfondo, palcoscenico sempre presente nella vicenda che evolve e che si sviluppa nel corso degli anni.

Così, nella cornice di paesaggi tipicamente bolognesi, ci vengono raccontati i trent’anni di amicizia dei due protagonisti, pervasi di inquietudine e ribellione: nello scorrere delle pagine l’autore ci presenta una doppia narrazione, un racconto del presente, intervallato da quello del passato snocciolato dalla voce di Vitaliano, come un diario che ripercorre il corso dei loro anni giovanili e che diventa quasi un’altra storia nella storia.

In questo narrare del passato, una promessa scambiata in gioventù, un patto che Sergio ricorda e che ora si vede costretto a onorare, con l’impegno di alleviare la sofferenza dell’amico aiutandolo a morire, diventa il dilemmatico scrupolo che lo accompagnerà nel corso dell’evolversi degli eventi. Una scelta difficile che lo pone di fronte a riflessioni sulla sua vita, farne un bilancio per rimettere in discussioni la sua esistenza e le scelte fatte, interpretate forse come un tradimento. E da qui un terzo racconto che troviamo inserito nella storia del libro, il Piccolo libro di traditi e traditori, in cui vengono riportati aneddoti, episodi, eventi che vedono come protagonisti traditi e traditori, appunto, e che arricchisce ancor più la lettura.

Giampiero Rigosi non è certo uno scrittore da classifica di vendite, ma forse anche per questo vale la pena leggerlo, assaporarne la scrittura precisa, immersiva, capace, qui, di trasportarci nei meandri nostalgici del passato che fu, soprattutto per chi appartiene a questa generazione.

Una storia per godere della maturità della vita, rivalutarne le peculiarità, “il fascino che si nasconde in ciò che è davvero caduco e fugace”. Una storia che fornisce spunti di riflessione, opportunità di speculazioni interiori, di meditazioni e che anche per questo è preferibile leggerla ascoltando in sottofondo la musica di Claudio Lolli, cantautore citato nel libro, che ha accompagnato l’adolescenza dei due protagonisti, e di coloro che appartengono alla loro generazione.

 

Loredana Pilati

loredanap@vicini.to.it

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