“L’uomo non sa accettare la vita nel suo nocciolo di casualità e di attesa. Paradossalmente vuole tutto e subito, ma arriva tardi o nel momento sbagliato.”
(Dino Buzzati)

Il libro delle case

di Andrea Bajani

Se siete fra quelli che vi portate dietro le case come le chiocciole e che in ogni angolo, che sia stabile o di passaggio lasciate pezzi di voi e vi riconoscete nei portoni che avete solcato e nei balconi che avete annaffiato, questo è il libro.

“Il libro delle case “ di Andrea Bajani è magico, di quella magia che prende ogni volta che si riconoscono tracce di sé stessi nella scrittura abile di un autore capace.

Bajani racconta una vita letta attraverso le case abitate, le proprie o quelle incontrate durante lo scorrere dell’esistenza e riconosciute anche da tutti quelli cui sono rimasti incollati all’anima pezzi di storia degli ultimi quarant’anni.

Le case in cui l’IO protagonista soggiorna sono tante, ciascuna caratterizza un attimo unico della sua vita, lo fotografa in quel preciso momento e lo tiene ostaggio: a volte di un rapporto di amore o di una famiglia autodistruttiva o proprio quando è sul punto di andarsene.

Non sono sempre accoglienti, le case. A volte IO le vive di passaggio, consapevole della loro precarietà, e ci assomigliano solo per quello che siamo in quell’attimo. Altre volte le si vorrebbe fermare per sempre, le si zavorra di cose e di amore per poi accorgersi che non è bastato.

La casa ci accoglie e ci ferma in quell’istante di vita che non si ripeterà più e che non sarà uguale a nessun altro.

L’autore, e noi con lui, sembra cercarsi, ripercorrendo gli spazi e, attraverso loro, rivivere il sé stesso che è stato accettando con struggimento i cambiamenti sopraggiunti.

Parallelamente scorrono i luoghi e le case della storia di tutti: l’abitacolo claustrofobico dell’auto che ha raccolto gli ultimi istanti di Pasolini, gli alloggi scarni della prigionia di Moro.

Bajani ci fa riflettere sulla permeabilità dei luoghi, sulle impronte che lasciamo del nostro passaggio e di come i luoghi stessi ci rimandano cristallizzate le immagini di quello che siamo stati, che siamo rimasti o che non saremo più.

Un romanzo diverso da tutti, da sbirciare dal buco della serratura delle nostre vite e della nostra storia.

Giulia Torri

giuliat@vicini.ti.it

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*