In Olanda hanno inventato la birra per cani. Metà del mondo muore di fame, l’altra metà inventa minchiate!
Luciana Littizzetto

Crudelia, di Craig Gillespie

Adrenalinico, visionario. E opportunamente postpandemico: per tornare a vivere la magia del cinema, prendendo le distanze dal nostro difficile presente, niente di meglio che un tuffo nella Londra post rock degli anni ’70. Sorta di prequel della disneyana Carica dei 101, il film va alle radici delle ragioni della malvagità di Crudelia de Mon: precocemente orfana, Estella è una  bambina che vive di espedienti con un paio di  ladruncoli suoi coetanei. Coltiva il sogno di diventare stilista di moda, finchè, da adulta (l’attrice Emma Stone),  riuscirà a farsi notare dalla baronessa von Hellman (Emma Thompson), direttrice di una celebre casa di moda, i cui modi altezzosi e spietati, insieme ad alcune sconvolgenti rivelazioni,  forgeranno il carattere e il destino di Estella, trasformandola in Cruella: “geniale,  perfida…un po’ folle!”

Regista pubblicitario, Gillespie ha messo al servizio del film ritmo e soluzioni visive di grande efficacia, insieme a numerose suggestioni cinematografiche e letterarie:  dall’infanzia vissuta dalla protagonista bambina, alla maniera di Oliver Twist, totalmente priva di regole e con i  devoti compagni di marachelle, ai duelli verbali tra le interpreti femminili, che riportano alle dinamiche psicologiche di  Eva contro Eva o alle sfide all’ultimo set fotografico de Il diavolo veste Prada (la cui sceneggiatrice, Aline Brosh McKenna, ha scritto il soggetto di Crudelia). La prestazione delle attrici – sicure, empatiche, seducenti – conferisce valore aggiunto a questo divertissement targato Disney. Anche il mondo dell’alta moda è descritto con ironia, alla mercè di  ossessioni, tic e rivalità  cruente, tanto che la baronessa mette in guardia l’aspirante stilista: “Hai talento per una griffe tua…ma hai istinto omicida”?

Se gli oltre 130 minuti forse non sono tutti giustificati, fa perdonare al regista dell’apprezzato Tonya qualche sforbiciata non data in fase di montaggio  la colonna sonora ( Supertramp, Bee Gees, Ike e Tina Turner, Nina Simone, per non citarne che alcuni), che acquista la rilevanza di un accattivante comprimario musicale.

Con Emma Stone, Emma Thomson, Joel Fry, Paul Walter Hauser, Emily Beecham, Mark Strong

Nelle sale torinesi

Voto: 8/10

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

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