In Olanda hanno inventato la birra per cani. Metà del mondo muore di fame, l’altra metà inventa minchiate!
Luciana Littizzetto

Federica Pecoraro presenta Casacomune

Dopo la laurea magistrale in antropologia culturale ed etnologia e l’attività di Servizio civile presso il Gruppo Abele, Federica Pecoraro coordina, insieme alla giornalista e attivista Mirta Da Pra, la scuola di Casacomune, l’associazione nata nel 2019 per diffondere la “promozione scientifica, culturale ed etica dei valori espressi dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco”. Gli uffici sono situati in corso Trapani 91, a Torino, ma la sede delle  formazioni è  la Certosa 1515 di Avigliana, dove si svolgono corsi residenziali e in cui i partecipanti si incontrano, creando una rete  di relazioni e di scambio. Il Vaticano ha riconosciuto la qualità dell’azione  di Casacomune dando il marchio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Quali sono gli  ambiti nei quali Casacomune opera?

Sotto l’impulso dell’enciclica, il Gruppo Abele ha sentito il bisogno di affrontare alcune delle tematiche su cui lavora da anni – sociali, ambientali, sociali, di lotta alla criminalità – in un’unica scuola che è Casacomune. In realtà avevamo già alle spalle  l’esperienza editoriale dell’Agenzia di Stampa ASPE (sottotitolo Disagio Pace Ambiente), che aveva evidenziato la connessione tra i fenomeni disagio sociale,   violenza e degrado ambientale che l’enciclica ha ripreso: come sottolinea Don Ciotti, oggi esiste una sola crisi ed è la crisi socioambientale.

 A chi si rivolgono i vostri corsi?

Proponiamo corsi di inquadramento più generale, che toccano in maniera trasversale tutte le tematiche affrontate dalla “Laudato sì” (perdita  delle biodiversità, migrazioni ambientali, cambiamenti climatici…), pensati per un pubblico vasto: comuni cittadini  sensibili verso  queste tematiche o curiosi di informarsi,  o studenti universitari che sentono il bisogno di una formazione non soltanto accademica.  A questi si affiancano percorsi  specifici rivolti ad addetti ai lavori: ad esempio nel mese di febbraio abbiamo realizzato  un  corso online sulle  migrazioni ambientali a cui hanno partecipato prevalentemente operatori impegnati nell’accoglienza,  nelle Caritas, avvocati Asgi (dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione). Ad un corso organizzato sull’inquinamento atmosferico nel post-Covid, hanno partecipato aderenti a comitati cittadini sulla salute pubblica, medici che si occupano di medicina ambientale. Un corso, di cui faremo una seconda  edizione a ottobre di quest’anno dedicato al mondo del cibo, è stato seguito da agricoltori che vogliono avviarsi a coltivazioni più biologiche, più sostenibili.

Inoltre nel 2020 abbiamo avviato – con il patrocinio del Miur, che speriamo di avere anche quest’anno  – la formazione rivolta agli insegnanti, per un ripensamento della scuola nel post-Covid, con l’innovazione delle tecniche per la didattica a distanza e  la reintroduzione delle 33 ore annue di insegnamento di Educazione civica. Noi riteniamo che le tematiche di Casacomune debbano essere elemento di formazione per gli studenti e cerchiamo di fornire agli insegnanti gli strumenti adeguati.

 Il nucleo organizzativo di Casacomune è  in Piemonte?

I soci fondatori, specialisti delle diverse tematiche che Casacomune affronta (tra i quali Lucio Cavazzoni, uno dei pionieri del bio in Italia, il naturalista Cesare LasenMaria Chiara Giorda, storica delle religioni…), provengono da varie zone d’Italia, ma l’equipe che porta avanti il progetto è in Piemonte

Quali collaborazioni avete stabilito?

Nostri partners consolidati sono CinemAmbiente,  il Gruppo Abele, Libera; inoltre Casacomune è stato riconosciuto dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale,  istituito da papa Francesco. Poi, sulla base delle diverse iniziative, abbiamo avuto tante collaborazioni, ad esempio Legambiente, Rete dei Numeri Pari, l’Uncem Piemonte (Unione nazionale comunità ed enti montani Piemonte), Tamassociati ( studio specializzato in architettura sostenibile e spesso coinvolto in progetti sociali e umanitari). Supportiamo anche il movimento Fridays for Future, perché quei giovani rappresentano il nostro futuro. Inoltre hanno collaborato con noi un centinaio di relatori tra i quali Luca Mercalli, Marco Aime, Franco Berrino, Vandana Shiva: sul  nostro sito si trova l’elenco completo.

Quali sono i vostri programmi futuri?

Stiamo crescendo e vorremmo farci maggiormente conoscere anche a Torino, in Piemonte dove operiamo, con i nostri diversi format, come i “corsi itineranti” (in diverse zone d’Italia, quest’anno dedicato al contrasto al caporalato e si svolgerà nel Lazio, a Fondi,  dove c’è un grosso problema di caporalato e sfruttamento del lavoro).  E poi  vogliamo ricordare che la  Vacanza formazione (28 luglio-1 agosto) è l’altro format di Casacomune: un momento in cui creare rete, in cui chi partecipa diventerà attivatore delle coscienze delle persone che incontrerà. E’ un evento  sia formativo che  ludico, dopo la crisi pandemica  c’è la necessità di riconnettersi con la natura, di  spazio per trovarsi all’aria aperta e stare insieme.

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.5/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +2 (from 2 votes)
Federica Pecoraro presenta Casacomune, 5.5 out of 10 based on 2 ratings

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*