“L’uomo non sa accettare la vita nel suo nocciolo di casualità e di attesa. Paradossalmente vuole tutto e subito, ma arriva tardi o nel momento sbagliato.”
(Dino Buzzati)

Festival delle Migrazioni

Dal 21 al 26 settembre torna a Torino il Festival delle Migrazioni. Dopo l’interruzione dell’anno scorso arriva la terza edizione del festival, inaugurato nel 2018 dalle compagnie A.C.T.I. Teatri Indipendenti, Alma Teatro e Tedacà.

Vogliamo affrontare il tema dell’immigrazione con la complessità necessaria, che spesso sfugge alla cronaca, spiega Beppe Rosso di A.C.T.I. Teatri Indipendenti, nell’ambito della conferenza stampa tenutasi ieri presso la sede di San Pietro in Vincoli, Noi pensiamo che l’arte possa dare un contributo alla comprensione di questo tema che è diventato l’ossessione o la paura dell’occidente. Saranno sei giorni intensi in cui ci saranno incontri, teatro, laboratori, musica, cinema e tanto altro.

Il Festival sarà composto da un mosaico di 21 eventi con oltre 100 ospiti tra cui Cecilia Strada di ResQ People, l’autore Farhad Bitani, lo storico Marco Buttino, la giornalista Sabika Shah Povia, la cantautrice Awa, Gabriele Proglio (Università del Gusto), l’attore Shi Yang Shi e la soprano Fé Avouglan. Il Festival si svolgerà nelle sedi di San Pietro in Vincoli, Scuola Holden, Ufficio Pastorale Migranti e Polo del ‘900.

Ci sono tre obiettivi a cui noi teniamo, continua Rosso, Il primo è quello di creare un punto d’incontro, un’agorà tra le generazioni, i cittadini italiani e i nuovi cittadini italiani. Quest’edizione vorrebbe anche mettere insieme (ed è il nostro secondo obiettivo) i grandi problemi internazionali e i problemi locali e soprattutto soffermarsi su ciò che sta succedendo ora a Torino a livello di integrazione. Il terzo obiettivo è quello di allargare la platea di fruizione alla cultura. Mi colpisce sempre girare per le strade di Torino, per i suoi mercati e vedere un tipo di popolazione, poi andare a teatro e incontrarne tutt’altra. In questo festival vorremmo allargare la platea: ci sono alcune comunità, da quelle albanesi, rumene, senegalesi alle più recenti che vorremmo si aprissero alla cultura e ne facessero parte, non solo come fruitori ma anche come soggetti attivi.

Gabriella Bordin di Alma Teatro pone l’accento sullo sforzo che hanno fatto gli organizzatori del Festival per dare continuità al progetto nonostante lo stop dell’anno passato: L’anno scorso non siamo stati fermi. Grazie anche al contributo di Compagnia di San Paolo abbiamo potuto fare un percorso di avvicinamento al Festival che si è sviluppato su due linee. Una prima linea è stata quella della call artistica “Sguardi”, un concorso che abbiamo rivolto ad artisti di ogni tipo under 35, con un’attenzione soprattutto alla città di Torino e al territorio piemontese, alla città vista dal basso: la migrazione e l’inclusione sociale vista in una prospettiva di contatto e rapporto con le persone, di momenti  inclusione che magari non vengono solitamente messi in rilievo. Delle proposte pervenuteci ne sono state selezionate sette, disseminate nel programma del Festival: sono video, opere teatrali o che riguardano il cinema, il circo, arti diverse ma con un comune sguardo dal basso sulla migrazione. La seconda linea è stata quella della ricognizione: volevamo avere un panorama più vicino possibile alla società e ai quartieri per vedere quali momenti di inclusione vi siano e quali siano anche le realtà non strutturate che producono progetti. Avevamo l’idea di fare una ricognizione molto ampia, cittadina, ma poi ci siamo accorti che nei quartieri di Porta Palazzo, Barriera di Milano, Aurora, c’erano tantissime realtà e ci siamo fermati a queste. Quelle messe in rilievo alla fine sono solo 21 ma ce ne sono molte altre. Di questo primo step si vedrà il risultato durante l’agorà di domenica 26 settembre nel cortile interno della Pastorale migranti.

Come illustra Simone Schinocca, fondatore di Tedacà (intervista completa a Simone Schinocca), il programma del Festival sarà ricco di incontri e toccherà diversi temi: da quello del lavoro, dell’informazione, l’ambiente e temi d’attualità come la drammatica situazione degli sbarchi e il conflitto in Afghanistan.

Un tema importante del Festival è anche il cibo, tra proiezioni e incontri dedicati, per terminare con la Cena delle cittadinanze il 25 settembre: una lunga tavola imbandita nel cortile di San Pietro in Vicoli all’insegna della convivialità e delle cucine del mondo.
Quando si ha un’idea di società e si fanno dibattiti per essa, prima o poi i risultati si vedono dice Abderrahmane Amajou, referente d’area dei paesi del Nord Africa per Slow Food Internazionale e membro del Consiglio D’Amministrazione dell’Ufficio Pio della Fondazione Compagnia di San Paolo. Tempo fa le persone snobbavano quello che era nato a Bra ma ora è diventato patrimonio internazionale. Siamo partiti ieri a Cheese Bra con l’incontro di 25 realtà migranti da tutta Italia: dalla comunità rom, indiana, pakistana, peruviana, arbёreshё, diverse etnie riunite perché in questa partita le comunità migranti devono essere leader, devono avere una posizione e voce in capitolo, non si deve solo più parlare di loro ma devono poter parlare in prima persona di se stessi.

Il Festival delle Migrazioni è ideato dalle Compagnie torinesi A.C.T.I. Teatri Indipendenti, Alma Teatro e Tadacà, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, TAP – Torino Arti Performative e con il patrocinio della Città di Torino, Città Metropolitana, Circoscrizione 7, Ordine Assistenti Sociali.

Collaborano con il Festival delle Migrazioni 20! Di Talk, ARTatSEa, Articolo 21, Associazione Stampa Subalpina, Balon Mundial, Coldiretti, Emergency, Fertili Terreni Teatro, Fondazione Nocentini, Il Mutamento Zona Castalia, La Riforma, LabPerm, Libreria Il Ponte sulla Dora, Lingua Madre, Lovers Film Festival, Polo del ‘900, Polski kot, Quore, radio Beckwith Evangelica, Salvacibo di Eco della Città, San Pietro in Vincoli Zona Teatro, Scuola Holden, Sovietniko, Torino Pride, Torino Spiritualità, Ufficio Pastorale Migranti e molte altre realtà che si occupano di migrazione sul territorio.

Gli appuntamenti offerti all’interno del Festival sono gratuiti su prenotazione sul sito del Festival delle Migrazioni.

Nel rispetto delle normative vigenti è obbligatorio essere in possesso di green pass.

 

Chiara

chiaral@vicini.to.it

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