Venezia accende i motori: dal 27 agosto al 6 settembre sbarcherà in laguna il meglio della settima arte mondiale. Star di Hollywood come se piovesse, ça va sans dire: la prima volta di Julia Roberts, insieme a George Clooney, Emma Stone e Kate Blanchet, praticamente di casa.
Il regista americano Alexander Payne (The Holdovers) presiederà la giuria del concorso, affiancato tra gli altri da Maura Delpero (Leone d’argento nel 2024 per “Vermiglio”): predominanza di prodotti statunitensi (sei titoli), ma in gara pure cinque pellicole italiane, a cominciare dal film d’apertura, “La grazia“ di Paolo Sorrentino; a seguire “Elisa” di Leonardo Di Costanzo, “Duse” di Pietro Marcello, “Un film fatto per bene” di Franco Maresco e “Sotto le nuvole”, di Gianfranco Rosi.
Mandato in soffitta il temine frufru “madrina”, rivestirà il ruolo di conduttrice delle serate d’apertura e chiusura l’attrice Emanuela Fanelli. Il direttore Alberto Barbera ha osservato che molti film in concorso durano oltre le due ore: autocompiacimento narrativo, banale la durata aurea del 90 minuti o ostilità verso lo spettatore? Qualunque ipotesi finisce per agitare un pubblico già provato dai meccanismi di prenotazione decisamente impegnativi, soprattutto per gli accreditati (chi si avvale dell’ abbonamento alle proiezioni a costo ridotto).
Come rilevato da più osservatori il tema ricorrente nelle proiezioni di quest’anno è la mostruosità: dichiarata nel “Frankenstein” di Guillermo del Toro, il classico di Mary Shelley in chiave gotica; allusa in “The Wizard of the Kremlin” di Olivier Assayas con Jude Law nei panni di un inquietante Vladimir Putin, o evocata attraverso l’ attacco missilistico volto a colpire il cuore dell’America nell’ultimo lavoro di Kathryn Bigelow , “A house of dynamite”.
Una rassegna che non distoglie lo sguardo dall’orrore delle guerre contemporanee e presenta due film che affrontano la questione palestinese, accoglierà sabato 30 agosto, alle ore 17, presso Santa Maria Elisabetta al Lido, una manifestazione di condanna dell’azione del governo e dell’esercito israeliani contro i civili. Annunciata da una lettera aperta firmata da centinaia di esponenti del cinema italiano e internazionale riunitisi sotto la sigla V4P, nella quale si denuncia “il genocidio in corso a Gaza e tutte le guerre globali”, testimonia l’impegno civile del mondo dello spettacolo oltre il glamour dei red carpet.
Anna Scotton
annas@vicini.to.it
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