” La felicità è una scelta che a volte richiede uno sforzo”

Eschilo

 

Italiani

In un’epoca in cui tutti noi, grazie ai selfie, ci facciamo protagonisti, sappiamo metterci in posa e, grazie a sapienti tutorial a disposizione  in rete conosciamo la luce migliore e la posa che ci permetterà di nascondere la pancetta, la bella mostra “Italiani”, foto di Bruno Barbey, in corso a Palazzo Falletti di Barolo, può sembrare un meraviglioso reperto archeologico.

Le foto sono state realizzate attraverso l’Italia negli anni sessanta, selezionate personalmente dall’autore, nato in Marocco nel 1941 e scomparso a Parigi nel 2020, ma pubblicate in forma integrale in Italia solo nel 2022.

Gli Italiani, come spiega il bel video che accompagna la mostra, curato dalla moglie dell’artista  Caroline Thiénot-Barbey, si fanno fotografare volentieri e a differenza di altri popoli europei, provano piacere ad essere immortalati; guardano fisso nell’obiettivo e trasmettono ciò che l’autore dice di cercare, l’anima di un popolo.

Ed effettivamente questa sembra trasparire dalle fotografie (circa un centinaio) che  Barbey ha scattato nel nostro paese, soprattutto nelle grandi città. Le fotografie muovono da Milano a Roma, da Napoli a Palermo, dagli ambienti benestanti a quelli più poveri senza curarsi, come lui stesso spiega, del nitore dell’immagine o della proporzionalità del soggetto rispetto allo sfondo. Quello che gli interessa, e qui sembra che lo scopo sia pienamente raggiunto, è cogliere l’attimo unico in cui si delinea un’emozione all’interno di un tempo preciso della nostra storia.

In quelle facce immortalate in situazioni che appartengono ad un momento forse irripetibile del paese e che ci ricordano il cinema dell’epoca con  le maschere da Commedia dell’Arte di Pasolini, Visconti  e Fellini, cogliamo forse l’ottimismo per qualcosa che sta accadendo e che sembra farsi portatore di progresso, libertà, benessere. In bilico tra le valigie legate con la corda e le automobili che molto presto ci potremo permettere, fluttua il sentire di qualcosa che non può che cambiare in meglio. Ed anche se col senno di poi, ci capita di interrogarci tra le differenze tra il meglio e il peggio, non possiamo che ancora un volta rendere omaggio all’arte della fotografia, che ha la capacità di consegnarci la nostra stessa storia intatta, immortalata nel momento del suo svolgersi.

Un “come eravamo” senza retorica.

 

Bruno Barbey  ITALIANI

Palazzo Falletti di Barolo  –  Via delle Orfane 7/A – Torino

12/9/25    11/1/26

 

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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