Settembre, mese di rientri e buoni propositi, si rimpatria in città ed oltre ad aver realizzato che la prova costume è andata malissimo, che i prezzi delle località turistiche hanno raggiunto la soglia di non ritorno e che il vacanziero medio cova in sé un animo brutale, si realizza definitivamente, soprattutto dagli idiomi che attraversano via Po, che Torino è definitivamente una città a vocazione turistica.
Per questo, presumo, il tempo passa sulla mole portando con sé una serie ininterrotta di manifestazioni, sagre, fiere, festival e compagnia bella e uno, per quanto dotato di tempo libero e buone intenzioni, difficilmente riesce a seguire tutto. Dal cioccolato, al vino, alla pianta ornamentale, all’evento culturale e quello sportivo è tutto un inanellarsi di inviti a visitare qualche cosa, ad assistere a qualche evento imperdibile, a rischio di perdere l’occasione unica nella nostra vita sia di assaporare il cioccolato al parmigiano reggiano (giuro, esiste), sia di ascoltare le dissertazioni dello storico di grido. Sarà l’epoca, non si fa in tempo a digerire e metabolizzare un evento che ce n’è già pronto un altro più meraviglioso, improcrastinabile, eccezionale. Da città sonnolenta Torino è passata a una frenesia leggermente bulimica.
E però, e qui vengo ai buoni propositi, la struttura portante rimane un po’ al di sotto delle velleità. La metropolitana va scalata con le corde, giacché, come si sa ormai da anni, le scale mobili funzionanti restano oggetto di desiderio irraggiungibile. I mezzi passano ad uzzolo e le toilettes pubbliche sono di là da venire, alcune solo raggiungibili con raccomandazione papale e chiave tenuta ben nascosta, affidata al buon cuore di un barista.
Quindi, fra i sogni settembrini, c’è quello che, da qualche parte, tra una manifestazione e l’altra, ci si stia preoccupando anche di queste quisquilie.
Buon rientro a tutti!
Giulia Torri
giuliat@vicini.to.it
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