«Per chi ha seguito il lavoro che abbiamo svolto nel tempo, sa che abbiamo riflettuto a lungo su cosa significhi oggi essere un museo». Con queste parole il direttore Davide Quadrio introduce l’esposizione di Chiharu Shiota, sottolineando come il Museo d’Arte Orientale sia uno spazio che interroga il modo in cui l’Occidente guarda, interpreta e costruisce narrazioni sulle altre culture — narrazioni che spesso non coincidono con il significato originario degli oggetti custoditi. Il museo diventa così non solo luogo di conservazione, ma anche di trasformazione.
In linea con l’osservazione di Andrea Viliani, Quadrio invita a superare la logica del “patrimonio” museale per pensare piuttosto al “matrimonio”: un’istituzione intesa come realtà generativa, femminile, legata alla vita e alla morte come dimensioni intrecciate dell’esperienza umana. Da questa impostazione nasce la suggestiva idea di un “museo donna”, una casa intesa come luogo di accoglienza, cura e relazione — una visione particolarmente adatta in riferimento a un’artista che invita a riconoscere il dolore come parte essenziale dell’esistenza e, in una prospettiva quasi buddista, a viverlo come strumento di trasformazione e apertura al bene.
In questo contesto e con grande orgoglio, per la prima volta un’istituzione italiana presenta Chiharu Shiota: The Soul Trembles (22 ottobre 2025 – 28 giugno 2026), in collaborazione con Mali Kadota, visionaria direttrice del Mori Art Museum di Tokyo. È un evento di rilievo nazionale e mondiale che offre al pubblico torinese l’occasione di conoscere un’autrice capace di fondere culture e linguaggi diversi, intrecciando tradizione e contemporaneità con un linguaggio visivo potente e unico.
Dopo numerose tappe in Asia, Australia e al Grand Palais di Parigi, la retrospettiva approda ora al Mao come unica tappa italiana, rinnovata e adattata agli spazi della sua sede, con un allestimento più raccolto e intimo che dialoga armonicamente con la collezione permanente. La mostra è arricchita da una nuova scultura e da ventisei disegni realizzati appositamente per l’occasione.
Il direttore sottolinea come il Mao, ospitato in un palazzo borghese del Settecento, possa diventare un laboratorio di sperimentazione e progettazione, capace di connettere il contesto locale e quello internazionale. Questo approccio si inserisce in un più ampio impegno verso il territorio di prossimità, in particolare Porta Palazzo, e riflette l’obiettivo di generare idee, relazioni e impatti concreti sulla società. Quadrio richiama inoltre l’importanza della collaborazione tra istituzioni, auspicando per Torino un modello culturale cooperativo, per una progettualità condivisa e riconoscibile su scala globale.
Nata a Osaka nel 1972, Chiharu Shiota è oggi una delle artiste giapponesi più note. The Soul Trembles ne ripercorre l’evoluzione, dagli esordi come studentessa e performer influenzata da Marina Abramović fino alle grandi installazioni più recenti. La forza del progetto risiede tanto nell’impatto visivo e scenografico quanto nel racconto del cammino umano e creativo dell’artista, segnato dalla scoperta di una grave malattia e dalla crisi durante il periodo pandemico.
Il racconto di Shiota si configura come un viaggio, simboleggiato dall’insieme di valigie sospese: un percorso attraverso la vulnerabilità, l’amore e la rinascita. La ragnatela nera avvolge la memoria di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, mentre la trama di fili rossi cattura lo sguardo e allude alla vita che si rigenera dopo la sofferenza. Temi profondamente personali che diventano universali.
La mostra è pensata anche come un percorso formativo e relazionale: grazie alla collaborazione con Civita e con il dipartimento educativo del Mao, saranno organizzate attività rivolte in particolare agli studenti e ai giovani.
Anna SCOTTON
annas@vicini.to.it
Lascia un commento