Tracey Emin, Soundwalk Collective con Patti Smith e Philip Glass, Riccardo Previdi, Gintaras Didžiapetris sono i protagonisti della scena artistica internazionale che brilleranno nel palcoscenico torinese fino all’11 gennaio 2026 per la nuova edizione di “Luci d’artista”. Ulteriori esempi di come l’arte possa fungere da ponte tra diverse culture, unendo talenti da tutto il mondo, danno vita a creazioni visivamente potenti, collocate in spazi suggestivi della città, a rinforzare il dialogo tra l’arte e il territorio.
Il progetto, nato nel 1998, dal 2023 in affidamento alla Fondazione Torino Musei, continua a raccogliere contributi di creativi dal mondo, e quest’anno si arricchirà dell’ apporto di Tracey Emin, per la prima volta in Italia, attraverso un’ installazione che sarà collocata ai Giardini Reali: con la sua capacità di esplorare il dolore e l’intimità, offre attraverso il neon una riflessione profonda sull’esperienza umana. Un’altra importante novità è l’intervento di Riccardo Previdi, per Piazza San Carlo: un’opera che prende spunto dal gioco del tennis, con cerchi e ellissi che si muovono, e pensata in dialogo con le chiese gemelle della piazza.
I Soundwalk Collective, insieme a Patti Smith e Philip Glass, hanno creato un intervento video per le Ogr, che si ispira alla poesia di Rimbaud e sarà accompagnato da una composizione musicale di Glass. Il lavoro, che esplora il tema della luce e della poesia, sarà proiettato nell’ambiente immersivo dell’Ogr. Un capitolo importante è l’opera di Gintaras Didžiapetris, che segna l’inizio di una fruttuosa partnership con la Lituania, in un periodo storico che rende questi progetti ancora più significativi. Collocata all’angolo di Piazzale Valdo Fusi, l’installazione esprime il concetto di germinazione creativa, unendo la forza della natura con l’arte contemporanea.
Nonostante le difficoltà economiche, la Fondazione è riuscita a gestire al meglio le risorse, garantendo la continuità e l’efficacia del’iniziativa, anche grazie a una strategia comunicativa ben strutturata. Parallelamente, si sta investendo anche nella conservazione, essenziale per preservare il patrimonio culturale essitente.
Il restauro dell’opera di Joseph Kossuth, uno dei pezzi più importanti della collezione torinese, è un altro traguardo importante di quest’anno. Il lavoro, realizzato in led, è stato ingrandito per migliorarne la visibilità, riducendo l’impatto ecologico. Le frasi che compongono l’opera sono un manifesto filosofico, un invito a riflettere giustappunto, come si diceva, sul concetto di “ponte”, emblema metaforico dell’azione umana.
In conclusione, la città di Torino, grazie al lavoro del team, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, l’impegno dei partner: Regione Piemonte, Fondazione Arte CRT, OGR Torino, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino, Nitto ATP Finals, Lithuanian Culture Institute e NeonLauro e del main sponsor, Gruppo Iren, continua a essere un punto di riferimento per l’arte pubblica, con una crescita costante e un’attenzione particolare al futuro e alle nuove sfide.
Anna Scotton
annas@vicini.to.it
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