” Siamo fatti della materia
di cui sono fatti i sogni”

William Shakespeare

 

La lingua ibrida che attraversiamo

Il dotto professore  Alessandro Barbero ha mostrato un interessante filmato in cui un giovanotto  si aggira per Roma parlando in latino.

Si rivolge ai passanti chiedendo indicazioni su strade e monumenti, ai commercianti del mercato elencando frutta e verdura che desidera comprare, il tutto con risultati spesso esilaranti. Pur essendo lontane le mie esperienze latiniste, mi sembrava tutto sommato un latino comprensibile.

Infatti ognuno si affrettava a rispondere nel modo che gli sembrava migliore e nella lingua che riteneva più comprensibile per l’interlocutore: chi ( la maggior parte) in italiano lento, chi a gesti, forse solo uno in latino corretto, parecchi in inglese.

Il fatto fa pensare. In un paese che si trova al 26° posto su 35 paesi europei e al 46° a livello mondiale, secondo l’Indice di Conoscenza dell’Inglese EF (EF EPI) 2024, la gente considera questa lingua, evidentemente, la più adatta ad interloquire con uno straniero. Non l’italiano, che del latino  è derivazione naturale, ma l’inglese, che ci viene propinato spesso in modo inappropriato e in tutte le salse.

Mi riferisco alle spesso ridicole chiose degli intermezzi pubblicitari televisivi, nei quali spesso si assiste a frasi in inglese francamente imbarazzanti, per significato  e per discutibile correttezza grammaticale. A farla da padrone sono le pubblicità alle automobili e ai profumi. Non si capisce perché ( ma forse perché si indirizzano a fasce di acquirenti più danarose e quindi più solleticate dal riconoscimento di essere, oltre che ricche, multilingue) fatto sta che le frasi sembrano invece dedicate ad un pubblico di minus habens. Faccio qualche esempio.

– Black November Revolution     (Expert)  (Tutto il mese? A quando il Black Year? Non bastava il venerdì? ndr)

– Mouvement that inspires (KIA)  (Non oso pensare cosa, ma non mi viene nessun pensiero puro. ndr)

– Be part of legend   (Dolomiti)  (Impegnativo però. ndr)

– Molecular repair (Balsamo per capelli, ma attenzione, la molecola  è sempre riparatrice? Chi lo sa. ndr)

– Discover the fragrance  (E’ un profumo, per bacco, che si dovrebbe scoprire?)

Comunque mi risuonano, profetiche, le parole di Nanni Moretti in Palombella Rossa: “Chi parla male, pensa male e vive male”.

D’altronde aveva già cominciato a preoccuparmi  la Venere Botticelliana influencer di “Open to meraviglia”.

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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