” La felicità è una scelta che a volte richiede uno sforzo”

Eschilo

 

Single con criceto

La storia è questa: una giovanissima donna giapponese vive in perfetta e appagata solitudine con il suo criceto. Senza ambizioni, senza famiglia, anzi con famiglia lontana e rimossa, senza l’idea di un amore che non sia il poco sesso recuperato in chat di incontri. Basta. Lavoro poco remunerato che non richiede coinvolgimento e nessun rapporto con nessuno.

Un Hikikomori senza neanche la scusa del computer. Solitudine bastante a sé stessa. Ma il lavoro viene a mancare e l’unica offerta che le si propone è alquanto macabra. Far parte di una squadra di pulizie che va a sanificare gli alloggi di coloro che muoiono soli e vengono ritrovati dopo mesi se non anni.

Si scopre così che questi casi sono numerosissimi, in Giappone si chiamano kodokusha e  sono in aumento tanto che se ne contano ormai migliaia all’anno. In Giappone tantissimi ma il fenomeno è in aumento in molti paesi. Così, man mano che la protagonista della storia scopre la propria, di solitudine, alla quale sembrava non aver mai fatto caso, noi lettori intravvediamo un po’ della nostra, o quanto meno un po’ di quella presente nella società a noi più vicina. Per lei  la scoperta  di questi eremitaggi va di pari passo con quella, salvifica, dell’umanità che la circonda con tutto il suo bagaglio di gioie e dolori, di pesanti retaggi familiari, di fallimenti umani e professionali.

Insieme al suo sentire incominciano a cambiare le sue abitudini, le persone che la circondano diventano portatori di storie e di affettività, persino il suo rapporto col criceto è più soddisfacente. Una parabola sul ritornare in qualche modo alla vita attraverso il passaggio, quasi fisico ( le descrizioni degli ambienti da risanare saranno terribili per gli stomaci deboli) attraverso la morte degli altri.  Ma anche un insegnamento sull’importanza del prossimo nelle vite di ciascuno, sui segni che ci lascia.

L’autrice Milena Michiko Flasar, nata in Austria da madre giapponese e padre austriaco, ha fatto il piccolo miracolo di farci riflettere sulla solitudine di tutti noi nel mondo attuale attraverso un umorismo un po’ dark che  però poi alla fine ci fa sorridere di noi stessi e ci fa provare il desiderio di redimerci dalla nostra insofferenza per gli altri.

Alla fine della storia, la protagonista è  diventata un’altra persona e a noi viene voglia di uscire ad incontrare il mondo.

Originalissimo.

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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