Ha attirato l’attenzione del mondo politico, cittadino e nazionale, e di quello industriale, l’annunciata cessione del gruppo Gedi da parte di Exor (di fatto dalla famiglia Elkann) ad un acquirente straniero. Gedi è un gruppo editoriale, che ha al suo interno vari contenuti di valore: Repubblica, la Stampa, Radio Capital. Non stupisce la scelta imprenditoriale di vendere ciò che non produce utile, e l’editoria in Italia fatica a produrre utili, ma attira la nostra attenzione il modo, i tempi, l’informazione nebulosa che circonda queste trattative. E il loro esito. C’è preoccupazione anche tra tutti coloro che lavorano in queste testate.
E’ probabile, anche se non certo, che l’acquirente sia Antenna group rappresentata da Theodore M. Kyriakou, già noto nel settore dei media nei Paesi balcanici e con alcuni legami con l’Arabia Saudita. Elementi centrali della cessione sono i due quotidiani: Repubblica e La Stampa. Di questi, il secondo potrebbe non essere compreso nella cessione.
Il motivo di questo passo da parte di Exor è da ricercare nel fatto che ‘Gedi news network’ ha contabilizzato una perdita nel 2024 di circa 15 mil. Euro, su ricavi per 223 mil. Euro; qui entra in gioco un elemento importante che è una generalizzata crisi dell’editoria, tradizionale ma anche digitale. Qualche dato: il quotidiano Repubblica ha venduto mediamente circa 99.000 copie nel 2024; e La Stampa circa 63.000, contro le circa 200.000 copie del Corriere della Sera.
In chiusura, due piccole curiosità: nell’ambito delle trattative, i prezzi di mercato dei due quotidiani sarebbero: per Repubblica circa 64 mil. di euro, e per La Stampa, circa 7 mil. di euro.
Attendiamo gli sviluppi.
Giorgio Ferraris
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