Venerdì scorso 27-11-2025 in Cascina Roccafranca il gruppo lettura di Spazio Donne, in collaborazione con la libreria Gulliver e nell’ ambito della rassegna ‘Leggermente”, ha presentato il libro “L’invincibile estate di Liliana “ di Cristina Rivera Garza.
Premio Pulitzer 2024, sezione biografie /autobiografie
Cristina Rivera Garza (1964) scrittrice e storica messicana, nota e stimata nel suo paese, indaga sul femminicidio della sorella minore Liliana accaduto a Città del Messico nel 1990 e rimasto impunito per 30 anni, malgrado il Mandato d’Arresto 1990/7 contro Angel Gonzales Ramos riconosciuto colpevole ma sfuggito alla giustizia.
Come dice la quarta di copertina, è un delitto come quello di tante altre “donne cresciute in una città e in un paese che le molesta ad ogni passo e non le lascia in pace, donne sempre sul punto di morire”.
Era presente all’incontro la traduttrice Giulia Zavagna ed è stata anche la prima volta che è avvenuto un incontro con una traduttrice (i precedenti incontri sono sempre stati con scrittrici).
Giulia ha risposto dettagliatamente a tutte le osservazioni e curiosità dei presenti e questo incontro è risultato molto stimolante e simpatico, evidenziando una notevole professionalità, disponibilità e buon garbo della traduttrice.
E’ emerso che la professione del traduttore, sempre un po’ in ombra, richiede oltre ad una conoscenza approfondita di una lingua, anche un certo coinvolgimento emotivo soprattutto per certi argomenti che susciteranno poi nel lettore interesse ed emozione.
Con queste nuove informazioni valuteremo ed apprezzeremo in seguito con più consapevolezza un testo tradotto essendo più a conoscenza del grande impegno dietro una buona traduzione.
“Ho scoperto questo libro spulciando tra i vincitori del premio Pulitzer 2024 nella sezione biografie/autobiografie e l’ho scelto per esplorare altri contesti e culture in cui le donne combattono e soccombono per affermare se stesse in autonomia e libertà.
L’indagine prende avvio con la richiesta alla Procura di Città Del Messico, da parte di Cristina, di una copia dell’indagine del pubblico ministero. Ma i fascicoli non vivono per sempre, sono passati 30 anni di silenzio, e così comincia il suo girovagare, rimandata da un ufficio all’altro, in edifici “tarlati dall’incuria e dall’inquinamento,…….intricati meandri della giustizia che sono gli infiniti meandri dell’impunità”.
Poi l’autrice cambia il percorso di ricerca. La sorella minore Liliana, è stata una giovane donna, determinata, brillante studentessa di Architettura all’Università di Città del Messico, pienamente coinvolta da tante nuove esperienze condivise.
Nella sua piccola casa in affitto ha accolto e tessuto numerose relazioni di studio e di affinità, ha mantenuto rapporti epistolari con le amiche della scuola, con le cugine…. E soprattutto, come già nella prima adolescenza, ha continuato a lasciato traccia scritta del suo vissuto: pensieri, ricordi, gioie, tristezze, attese, speranze, emozioni (tante!) lettere.
Il tutto registrato su quaderni, agende, ritagli, foglietti, piantine, disegni raccolti e richiusi, dopo la sua morte, in alcuni scatoloni nella casa di famiglia.
Così l’indagine….vira verso questo “meticoloso archivio di se stessa” creato da Liliana e si estende a sondare la memoria dei genitori, dei parenti, e soprattutto dei numerosi amic* che con lei avevano condiviso l’ultimo anno della sua vita e ne custodivano un ricordo vivo e affettuoso e grato.
Ogni dettaglio che emerge da queste fonti viene analizzato per scoprire se Liliana avesse almeno percepito “il fetore del pericolo” in quella relazione tortuosa e instabile, sempre un po’ occultata, con il giovane Angel, imputato sfuggito alla giustizia, che non le dava tregua fin dall’adolescenza.
Lasciamo ai lettori la scoperta dell’alternanza contradditoria dei propositi di Liliana, della sua consapevole tensione verso una decisione liberatoria, delle espressioni incisive e poetiche che connotano lo stile dell’autrice, dei versi di Camus da cui prende spunto il titolo…….
Gruppo Lettura della Biblioteca di Spazio Donne.
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