Premessa doverosa: amo gli animali tantissimo. I cani in special modo, ma mi intenerisco anche di fronte all’orrido licaone o al bruttarello pesce blob.
Questo per scansare ogni equivoco su quanto sto per aggiungere.
Durante le recenti festività natalizie si notava nei supermercati la presenza di panettoni di ogni tipo. Ma questo ormai avviene da anni e non ci stupiamo più. Anche se corre l’obbligo di domandarsi chi compra il panettone al pomodoro e perché. Comunque quest’anno sono comparsi (forse c’erano già negli anni passati? Mi erano sfuggiti?) i panettoni per cani e gatti.
Facevano bella mostra di sé anche nel supermercato abituale e così, tra il serio e il faceto ho chiesto alla cassiera se si vendevano.
Risposta: “Un sacco, sono quasi più venduti degli altri”. (Sottinteso, immagino, quelli per gli umani). Per poi infierire: “Sono molto sani”.
Io non è che ho molto da aggiungere, sull’amore per l’animale da compagnia non si discute, sul fatto che gli animali siano meglio degli umani forse neanche. Ma il fenomeno panettoni secondo me andrebbe analizzato.
Giulia Torri
giuliat@vicini.to.it
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