Arriva eccezionalmente a Torino dai Musei Toscani il “Giudizio Universale” di Fra Giovanni da Fiesole, meglio conosciuto come Beato Angelico. L’opera viene a confrontarsi con l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomeus Spranger.
La rassegna si tiene in occasione del rientro ai Musei Reali della tavola di Fra Giovanni da Fiesole raffigurante la “Madonna dell’Umiltà”, concessa in prestito alla mostra monografica Beato Angelico (Firenze, Palazzo Strozzi e Museo di San Marco, 26 settembre 2025 – 25 gennaio 2026).
Il confronto fra le due opere mostra sia l’influenza del pittore toscano sia la rielaborazione e l’evoluzione del pittore tedesco dal primo Rinascimento al pieno manierismo.
Il dialogo tra le due opere si articola in un dettagliato confronto formale e concettuale.
Il Giudizio Universale del Museo di San Marco, dipinto a tempera e oro su tavola, costituisce la prima rappresentazione nota di questo tema realizzata da Beato Angelico, che vi tornerà più volte nel corso della sua carriera. Radicato nell’interpretazione del Giudizio finale, ripresa dalla lettura della Città di Dio di sant’Agostino d’Ippona e tipica della tradizione teologica medievale, Beato Angelico propone una struttura tripartita, dominata dalla figura di Cristo Giudice nel fulgore della gloria celeste, affiancato dalla Vergine, da San Giovanni Battista e da una schiera di santi.
Nella parte inferiore, una doppia fila di sepolcri aperti separa i beati rappresentati sulla sinistra, che rendono grazie a Dio e vengono guidati dagli angeli verso la Gerusalemme celeste, dai dannati raffigurati sulla destra, sospinti dai demoni nelle profondità dell’Inferno, dove li attendono i castighi eterni. I dannati sono suddivisi in base ai peccati commessi, con una minuziosa descrizione delle torture inflitte; al centro della scena infernale domina la figura di Lucifero, fulcro visivo e simbolico della condanna.
Il Giudizio Universale di Bartholomeus Spranger venne eseguito a Roma intorno al 1571, su commissione di papa Pio V per il convento domenicano di Santa Croce, fondato dal pontefice nel suo paese natale, Bosco Marengo (AL). L’opera, realizzata a olio su rame, mantiene l’impianto iconografico e la complessità decorativa delle invenzioni di Beato Angelico, ma la interpreta attraverso una sensibilità aggiornata, attenta alle prescrizioni della Controriforma, optando per una tavolozza più naturale. A sinistra, nel Paradiso terrestre, tra i personaggi destinati alla salvezza, si riconosce il volto di papa Pio V, raffigurato con camauro e mozzetta in velluto rosso, come nei suoi più noti ritratti ufficiali.
L’esposizione offre l’opportunità di approfondimenti su alcuni aspetti di particolare interesse.
Nella prima sala, i pannelli con le riproduzioni delle due versioni del Giudizio corredate da didascalie consentono di orientarsi negli spazi ultraterreni e di riconoscere i personaggi raffigurati.
Nella seconda sala della mostra si presentano i risultati di alcune indagini scientifiche non invasive, effettuate in collaborazione con il laboratorio di restauro dei Musei Reali di Torino per il dipinto di Bartholomeus Spranger; i risultati sono stati accostati a quelli delle indagini realizzate nel 2019, in occasione del restauro del Giudizio Universale di Beato Angelico, al fine di ricostruire la tavolozza impiegata da Spranger a confronto con quella del frate pittore. Le due tavolozze appaiono complessivamente molto simili e ricche di materiali pregiati, quali il blu oltremare (pigmento ricavato dal lapislazzuli), il rosso cinabro e le lacche rosse estratte da insetti. Una differenza sostanziale è l’uso dell’oro nel dipinto del Beato Angelico, che Spranger sostituisce con un pigmento, il giallorino.
Altri approfondimenti riguardano la tecnica esecutiva delle diverse dorature che Beato Angelico utilizza nella straordinaria tavola della Madonna dell’Umiltà, capolavoro maturo dell’artista, entrato nelle collezioni sabaude nell’Ottocento, così come le due tavolette raffiguranti Angeli.

La mostra si completa con un video che evoca un dialogo ravvicinato e intimo tra Bartholomeus Spranger e l’opera di un artista quale Beato Angelico, per molti versi agli antipodi della propria estetica, cercando di sottolineare in maniera poetica l’adesione al modello e le accelerazioni personali.
Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger.
Giudizi universali a confronto
Musei reali di Torino – Galleria Sabauda, Spazio Scoperte (secondo piano)
Piazzetta Reale, 1
6 febbraio – 3 maggio 2026
Orari:
Dal giovedì al martedì, 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle ore 18.00)
Chiuso il mercoledì
Ingresso alla mostra compreso nel biglietto dei Musei Reali di Torino
Giulia Torri
giuliat@vicini.to.it
Una grande opportunità vedere i due Giudizi universali
Grazie per la descrizione invogliante!