Life is like riding a bicycle. To keep your balance, you must keep moving.

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi continuare a muoverti

Albert Einstein

 Diciassette anni e il coraggio di essere veri   

Basta filtri, serve più realtà: la voce di uno studente.

Diciassette anni, un piede ancora a scuola e l’altro già proiettato verso un futuro che sembra correre più veloce di noi. Spesso gli adulti ci guardano e vedono solo ragazzi incollati a uno schermo, convinti che la nostra vita sia fatta solo di filtri e storie su Instagram. Ma cosa succede se proviamo a cercare un po’ più a fondo? Quello che si scopre, parlando con un diciassettenne di Marco A.  è una consapevolezza che forse i “grandi” non si aspettano. C’è la voglia di staccare la spina per riscoprire cosa sia davvero reale, c’è il desiderio di una scuola che non sia solo un elenco di date da memorizzare ma una palestra per il mondo vero, e c’è l’ansia di chi sa che tra poco dovrà scegliere chi diventare. Non sono queste risposte facili e scontate, ma si analizza il punto di vista di chi sta cercando di capire come restare originali in un mondo che ti chiede costantemente di apparire. Abbiamo fatto due chiacchiere con lui per farci raccontare il suo punto di vista sul mondo di oggi.

Se domani decidessero di chiudere tutti i social per un mese, pensi che la tua vita migliorerebbe o sarebbe un disastro totale?

Secondo me un mese senza social sarebbe un esperimento utilissimo, necessario. Oggi queste piattaforme influenzano troppo il modo in cui ci comportiamo: tra filtri e foto perfette, ci creiamo un’idea della realtà che non esiste. Senza quegli schermi saremmo costretti a riscoprire chi sono davvero le persone, senza le maschere che usiamo per sembrare diversi o migliori. Quindi no, non sarebbe un disastro, anzi, ci aiuterebbe a recuperare rapporti più veri.

Si parla di rendere la scuola più moderna: meglio tanta teoria per aprire la mente o più pratica in azienda per imparare subito un mestiere?

La scuola ha un enorme bisogno di modernizzarsi perché oggi c’è un distacco enorme tra i libri e la realtà. Penso che la soluzione migliore sia un equilibrio: serve la teoria per formare la mente, ma serve tanto anche la pratica. Studiare e basta non serve a molto se poi non capisci come applicare quelle cose nel lavoro o nella vita di tutti i giorni. Vorrei una scuola che fosse più vicina al mondo reale.”

Usare l’IA per i compiti è un aiuto intelligente o ci rende meno capaci di pensare da soli?

Dipende da come la usi. È un ottimo strumento quando magari sei bloccato su un compito e ti serve velocemente per sbloccare la situazione. Il vero pericolo però è la dipendenza: se la usiamo per farle fare tutto al posto nostro, smettiamo di capire come si fanno le cose. Diventa un problema se sostituisce il cervello invece di essere solo un sostegno.

Si dice sempre che dobbiamo salvare il pianeta, ma onestamente, tra i tuoi coetanei, quanto conta davvero l’ambiente? 

Se ne parla tanto, ma metterlo in pratica è un’altra cosa. La sensibilità c’è, però ammettiamolo: rinunciare a certe comodità, come i vestiti che costano poco o i viaggi low cost, non è facile per nessuno. Siamo in quella fase in cui sappiamo cosa sarebbe giusto fare, ma spesso scegliamo quello che ci risulta più comodo.

Tra un anno sarai maggiorenne. Qual è la cosa che ti spaventa di più del diventare adulto?

La cosa che mi preoccupa di più è la scelta dell’università. È il primo vero ostacolo importante, quello che decide chi sarai da grande. Sul lavoro non sono pessimista: è difficile, certo, ma credo che se hai le competenze giuste e soprattutto la voglia di fare, un posto per riuscire e mantenerti lo trovi. È proprio il peso di dover scegliere la strada giusta che mette ansia.

I social influenzano troppo le relazioni o riuscite ancora a separare vita privata e online?

Il condizionamento è forte. A volte sembra quasi che una cosa non sia successa se non la pubblichi. Spesso si dà più importanza a come una relazione appare agli altri che a come la stiamo vivendo noi. La vera sfida per noi è proprio questa: imparare a tenere separate le due vite e ricordarsi che un like non definisce quanto vale un’amicizia o un rapporto.

 

Cristian Ghervase

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