“La cultura non è patrimonio di pochi, è un flusso che nutre la comprensione del mondo.”

Umberto Eco

 

Il Polittico con San Gerolamo e santi torna a splendere

Ne parliamo con l'avvocato Marzano, generoso mecenate

Il Polittico con San Gerolamo e santi, Annunciazione e scene della Passione di Defendente Ferrari — opera di straordinaria importanza per la storia della pittura piemontese del primo Cinquecento — è tornato.

La restituzione  al pubblico di questo  capolavoro delle collezioni civiche torinesi è stata presentata dal direttore Giovanni Carlo Federico Villa a Palazzo Madama, mentre Rosanna Purchia, Assessore alla Cultura della Città di Torino, ha evidenziato  l’importanza dell’Art Bonus come strumento fondamentale per la tutela del patrimonio culturale, ancora troppo poco conosciuto, invitando cittadini e imprenditori a contribuire.

Infatti il delicato e complesso intervento di restauro – in particolare sulla struttura lignea, necessario per risolvere gravi problemi conservativi e restituire stabilità e leggibilità all’opera – è stato reso possibile dall’atto di mecenatismo dell’ Avvocato Marziano Marzano, già Assessore e Vicesindaco della Città di Torino per oltre dieci anni, e al suo impegno a favore della cultura torinese.

E’ noto  il forte legame tra Defendente Ferrari e il Museo Civico di Torino, e la  rilevanza dell’artista nell’ambito del Rinascimento piemontese. Il polittico restaurato, databile intorno al 1520 e acquistato dal museo nel 1932 grazie a importanti finanziatori, rappresenta pienamente lo stile dell’artista: ricchezza decorativa, attenzione ai dettagli, raffinatezza tecnica e probabile influenza dell’arte orafa.

Il recupero conservativo ha rivelato sollevamenti, indebolimenti e vernici alterate della materia pittorica. Il lavoro è iniziato con la messa in sicurezza in museo e proseguito in laboratorio con consolidamenti strutturali e pittorici complessi. Sono stati  evidenziati numerosi interventi precedenti non perfetti: modifiche alla cornice, inserimenti non originali, fratture dovute a una caduta antica. Il supporto ligneo, soggetto a movimenti legati all’umidità, presentava inoltre danni da insetti xilofagi.

Dopo aver ammirato nella Sala Acaia del Palazzo Madama l’opera restaurata, abbiamo parlato con il benefattore del valore civico ed educativo del suo gesto, che va ben oltre il semplice contributo economico, ma è un atto di responsabilità verso il patrimonio pubblico.

Avvocato, cosa l’ha spinta a finanziare il restauro di quest’opera?
Ho sempre pensato che, avendo la possibilità di fare qualcosa di utile per la mia città, fosse giusto farlo. Al di là degli aspetti economici, mi dà soddisfazione contribuire concretamente alla tutela di un bene che appartiene a tutti. È un modo per restituire valore alla collettività.

Quanto ha inciso l’Art Bonus nella sua decisione?
L’Art Bonus è stato certamente uno strumento importante. Il credito d’imposta del 65% rappresenta un incentivo concreto e intelligente: rende il mecenatismo accessibile e sostenibile anche dal punto di vista fiscale. Credo però che il vero motore debba restare la sensibilità personale verso la cultura.

Secondo lei c’è sufficiente consapevolezza, tra cittadini e imprenditori, di questa opportunità?
No, credo che sia ancora poco conosciuta. Spesso, anche tra persone con grandi mezzi economici, manca la coscienza di quanto sia importante investire nel patrimonio culturale della propria città. Mi auguro che esempi come questo possano incoraggiare altri a fare lo stesso.

Che significato ha per lei vedere oggi il polittico restaurato?
È una grande soddisfazione. Sapere che l’opera è stata recuperata, studiata e restituita nella sua integrità non significa solo aver contribuito  a un intervento tecnico, ma aver compiuto un gesto di responsabilità civica. La cultura è un bene comune e sostenerla è un privilegio.

Anna SCOTTON

annas@vicini.to.it

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