È sempre meglio creare qualcosa ed essere criticati…

Che non creare nulla e criticare!

 

L’utopia è ancora concreta?

Mercoledì 11 febbraio ore 18,15 presso la sede del Polo del 900, si svolgerà la conferenza su Ernst Bloch, relatore il filosofo Oliviero Calcagno, introdotto da Boris Bellone dell’ANPPIA di Torino.

Ernst Bloch è considerato il pensatore dell’utopia, fautore di un marxismo radicalmente differente dalla dottrina ufficiale ed orgogliosamente rivolto ad un futuro possibile.

Autore più noto che effettivamente conosciuto: per apprezzarne la profondità di pensiero, e non soltanto la capacità di suggestione, si dovrà tentare di collocarne l’opera nel suo tempo così come nel nostro.

Ernst Bloch (Ludwigshafen, 8 luglio 1885 – Tubinga, 4 agosto 1977) è stato uno scrittore e filosofo tedesco marxista, nonché teorico del “principio speranza” che ebbe ricadute sulla “Teologia della speranza” del protestante Jürgen Moltmann.

Professore all’ Università di Lipsia, nella Repubblica Democratica Tedesca, qui volle portare il suo contributo di filosofo marxista al fine di creare una società socialista.

Entrato in conflitto con il regime della RDT, che vedeva in lui un fautore del revisionismo rispetto al marxismo ortodosso, venne isolato come un “tentatore della gioventù”, e costretto a lasciare la docenza. Nel 1961 fuggì, a Tubinga, dove ottenne una cattedra universitaria.

Ne “Il principio speranza”  Bloch sosteneva che speranza e utopia sono elementi essenziali dell’agire e del pensare umano. Egli intendeva così porre in luce il contenuto utopico del pensiero di Karl Marx il quale assume, nell’interpretazione di Bloch, una peculiare tensione messianica. Bloch tentò di stabilire un collegamento fra marxismo e cristianesimo, poiché in quest’ultimo riconosceva un significato utopico, come speranza di una redenzione, che il marxismo avrebbe trasformato in una prospettiva rivoluzionaria.

Da pacifista convinto, rifugiatosi allo scoppio della prima guerra mondiale in Svizzera, Bloch scrisse qui la sua prima importante opera Spirito dell’utopia” (1918) dove espone il piano generale della sua ricerca filosofica.

“La guerra sta dimostrando nei fatti come la cultura europea abbia fallito: bisogna quindi, per costruire una vita nuova, elaborare un nuovo concetto utopico «intraprendendo la costruttiva via della fantasia, invocando ciò che non c’è ancora, cercando e costruendo nell’azzurro il vero, il reale, là dove il puro dato di fatto scompare – incipit vita nova»”

(E. Bloch, Spirito dell’utopia )

 

 

11 febbraio 2026

h 18,15

Polo del 900 –  Piazzetta Antonicelli

Sala Biblioteca

ingresso libero

Organizzato da ANPPIA

 

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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