Riceviamo da una nostra lettrice e volentieri pubblichiamo.
Ad un anno dalla conclusione del progetto SOMA nella sua fase sperimentale, è arrivato il momento della consegna alle autrici delle rispettive creazioni. Dieci donne dal passato oncologico si sono sottoposte volontariamente ad un esperimento che mirava a provare in modo scientifico come la creazione artistica produca un benessere psicofisico. Sotto la guida del Maestro Stefano per la parte pittorica e della promotrice e organizzatrice Alessandra Laganà è stato avviato un percorso di tre giorni nei quali sono emerse abilità che nessuna delle partecipanti sapeva di possedere. Armonia delle forme, totale o minima occupazione dello spazio, scelta cromatica: si trattava di una proiezione inconscia dello stato d’animo sospeso fra ansia e curiosità, entrambe ben canalate dall’azione dei tutor, capaci di tranquillizzare e contemporaneamente incoraggiare la produzione.
Infine l’aspetto più sorprendente: un encefalogramma eseguito in tre fasi: in stato di quiete, poi durante la creazione artistica e infine nuovamente in condizione di riposo. Una volta approvato il percorso già avviato in veste sperimentale, molte signore hanno dato la loro disponibilità a proseguire l’esperienza. I risultati emersi dallo studio delle reazioni neurologiche confermerebbero che la creazione artistica è in grado di produrre effetti positivi sulla psiche delle persone affette da malattie oncologiche, favorendone il benessere. Queste conferme saranno divulgate in occasione della “Mostra collettiva delle opere“ (la partecipazione all’inaugurazione è solo su invito) presso il museo Gallerie d’Italia il giorno 31/3 /2026, alla presenza di tutto lo staff, di psiconcologi e di neuroscienziati, preceduta da una conferenza stampa che si svolgerà lo stesso giorno tra le h.12 e le h.13, alla presenza di giornalisti, della Rettrice dell’Università di Torino e dell’ Assessore alla Sanità.
L’esposizione rimarrà aperta al pubblico nei giorni 1,2,3 Aprile per consentire a chi fosse interessato di visitare e ammirare le opere.
Carla Castaldo
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