A pochi giorni dalla firma del nuovo Protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Federazione Italiana Rugby, l’ovale azzurro è entrato nel carcere Lorusso Cotugno, dove gioca in serie C la squadra de La Drola. Una delegazione di atleti azzurri, Mihaela Pirpiliu (atleta Cus Torino), Mirko Belloni, Matteo Canali, Matteo Giorgio Noventa, Marco Spreafichi e Sebastiano Sara, ha portato l’apprezzamento del mondo rugbistico ai ragazzi della squadra dell’istituto penitenziario consegnando nuovi set da gioco Macron, sponsor tecnico FIR, ai capitani della Drola.
Il XV delle Vallette è stato il primo dei 16 progetti che la FIR ora sostiene con il suo Rugby Oltre le Sbarre. Il Progetto ha preso spunto dall’idea del torinese Walter Rista, nazionale anni ‘60, che decise nel 2010, primo in Europa, di dare una possibilità di riscatto e di integrazione attraverso il rugby, le sue regole e la sua etica sportiva, a chi nella vita aveva sbagliato. “Momenti come questi per me sono un sogno che si avvera. I nostri più valenti giocatori Nazionali si confrontano con persone che stanno vivendo, attraverso lo sport, un vero momento di rinascita. Questo mi conferma che il sogno che mi ha guidato nella creazione di questo progetto era giusto.” ha affermato l’ottantunenne presidente della Drola, confortato dalle parole di Sergio Manto, presidente della Federugby Piemonte: “La Federazione Italiana Rugby si impegna costantemente per rendere possibile l’attuazione dell’attività sportiva nelle carceri italiane. Il Protocollo di intesa rafforza un processo virtuoso avviato grazie all’impegno di alcuni pionieri come Walter Rista, che hanno investito tempo e capacità in un progetto che ha richiesto sostanza e dedizione per la sua attuazione”.
Il tecnico Lorenzo Tucconi spiega alcuni principi che guidano l’insegnamento del rugby in carcere: ”Rispetto, disciplina, spirito di squadra. Mamadou e Imam sono i “capitani di giornata”: si è scelto che ad ogni partita ci sia una rotazione nei ruoli, per imparare a guidare un gruppo, a parlare con arbitro e compagni , ad ascoltare, seguire, avere fiducia negli altri, per vincere insieme rispettando avversari e regole”. Il rugby non è sport individualista, è sostenere il compagno che sa di poter contare su di te, è essere duri nei placcaggi, soffrire, lottare per la conquista dell’ovale, per arrivare tutti in meta. I ragazzi di Rista, oltre 200 in questi anni, imparando a rispettare regole precise, hanno trovato – una volta fuori dal carcere – un’opportunità di risocializzazione, crescita personale e rinascita, mettendo in pratica quanto appreso grazie a La Drola. Il Terzo Tempo rugbistico non è solo “forma”, è l’essenza del rugby, è la condivisione dopo una partita, sempre dura e, a volte, spigolosa. E per la Drola è entrare in relazione col mondo fuori, con chi viene a giocare con te in carcere. Così è nata anche la collaborazione con la Dynamo Dora, squadra del campionato UISP, in cui giocano squadre miste. E nella serie C 2025/26 anche quattro ragazzi Dynamo scendono in campo al Lorusso Cotugno, mentre i detenuti in semilibertà hanno occasione di allenarsi all’esterno. Sabato 28/3 La Drola inaugurerà le nuove maglie Macron “tra le mura amiche”, ospitando il Moncalieri rugby.
Romano Sirotto
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