Uno dei vertici della pittura del Seicento, Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer è arrivato per la prima volta a Torino, proveniente dal Rijksmuseum di Amsterdam, e sarà visibile a Palazzo Madama fino al 29 giugno 2026, in un allestimento a cura di Clelia Arnaldi di Balme, Anna La Ferla e Giovanni Carlo Federico Villa. Esperienza di valore storico artistico straordinario e primo Incontro con il capolavoro, un nuovo ciclo espositivo dedicato ai grandi protagonisti della storia dell’arte antica e moderna.
L’opera è inserita nella Sala Atelier, uno spazio di studio e approfondimento, arricchito di pannelli tematici dedicati alla storia europea del Seicento, alla pittura olandese, ai traffici commerciali che facevano dei Paesi Bassi, centro di una fitta rete di scambi. Anche nei dipinti di Vermeer compaiono carte geografiche e oggetti esotici che raccontano un mondo aperto ai viaggi, nonostante l’artista sia vissuto quasi sempre nella città natale, Delft. La sua vita fu segnata da difficoltà economiche e familiari – ebbe quindici figli, quattro dei quali morti in tenera età – e lavorò non come pittore di corte, ma per il mercato borghese, dipingendo scene di interni e donne impegnate nei gesti quotidiani. Delle circa sessanta opere che realizzò, ne sono giunte fino a noi solo trentasette, oggi disperse tra Europa, America e Asia e nessuna in Italia: proprio per questo il prestito a Torino rappresenta un evento eccezionale, oltre che un ponte artistico tra Amsterdam e il capoluogo piemontese.
L’esposizione mette l’opera in dialogo con materiali pittorici, ceramiche orientali, libri e documenti dell’epoca, offrendo diversi livelli di lettura: dall’intimità domestica alla storia, alla cultura e al commercio. La luce che entra da sinistra sulla tela illumina l’ambiente raccolto e silenzioso; il blu dell’abito, ottenuto dal prezioso lapislazzulo, rivela la raffinatezza tecnica dell’artista.
A Palazzo Madama, luogo stratificato da duemila anni di storia, la donna in blu sembra invitare il visitatore a rallentare lo sguardo e a sostare nel silenzio della scena, trasformando la visione in un’esperienza di attenzione e profondità.
L’allestimento è provvisto di una tavola con riproduzione del dipinto in alta definizione e disegno in rilievo: tramite tre Qrcode è possibile accedere a una descrizione audio in lingua italiana e inglese e a una descrizione in LIS Lingua dei Segni Italiana con sottotitolazione. Questi strumenti sono stati realizzati da Tactile Vision Lab e dall’Istituto dei Sordi di Torino in collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione di Torino.
Le sezioni in cui è suddivisa la mostra sono fruibili attraverso una lettura audio in lingua italiana scaricabile gratuitamente all’inizio del percorso. In sala è inoltre disponibile una stampa dei testi in mostra in caratteri ingranditi e ad alta leggibilità in lingua italiana e inglese.
Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.
Anna SCOTTON
annas@vicini.to.it
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