Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio è il titolo della mostra, allestita nelle Sale Chiablese dei Musei Reali dal 22 novembre 2025 al 3 maggio 2026, curata da Annamaria Bava (Musei Reali di Torino) e Gelsomina Spione (Università di Torino), dedicata a uno dei più importanti artisti italiani del Seicento, la cui straordinaria qualità pittorica fu premiata da un successo in vita pari a quello di Caravaggio, Rubens e Van Dyck.
Più conosciuto forse per essere il padre di Artemisia, Orazio Gentileschi ricopre invece un ruolo di tutto rispetto nella pittura italiana tra la fine del 1500 al 1600.
Gentileschi fu un grande pittore la cui arte è in sospeso tra il manierismo che si riscontra nei primi anni della sua attività e e l’influenza Caravaggesca. Nonostante la differenza di età (Caravaggio aveva 25 anni, Gentileschi 33 ed era già padre di una bimba, Artemisia) i due divennero amici tanto da essere implicati nel processo per le poesie diffamatorie rivolte contro Giovanni Baglione, il quale non gradì né perdonò e nel 1603, lo querelò, assieme al Merisi; poi, a distanza di anni, scrisse male di Gentileschi, già morto da tempo, dicendo di lui che sarebbe potuto diventare un discreto artista, se solo avesse avuto un carattere decente e se avesse pensato più a dipingere che ad offendere la gente.
Gentileschi non pervenne subito al Caravaggismo egli iniziò infatti la sua carriera da Manierista, e lo fu per molti anni. Solo più avanti negli anni, aderì al naturalismo, pur non rinnegando la sua esperienza precedente; si creò uno stile che non aderiva completamente a quello Caravaggesco, cercando di mantenere sempre un tratto elegante. Orazio mantenne il gusto per la purezza di linee e forme, usò spesso i toni chiari, i colori preziosi, gli effetti di luce trasparenti.
L’esposizione ai Musei Reali di Torino conta oltre 40 opere che consentono al visitatore di ripercorrere un viaggio lungo le principali tappe di un itinerario, da Roma a Fabriano, da Genova a Torino, Parigi e Londra. La rassegna riunisce prestiti provenienti da edifici ecclesiastici, collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid, la Pinacoteca Vaticana, il Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama di Torino, Palazzo Spinola e i Musei di Strada Nuova a Genova, il Museo Civico di Novara, le Collezioni comunali d’arte di Bologna, la Galleria Spada e Palazzo Barberini a Roma, le Gallerie degli Uffizi, la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino e la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, attraverso i quali ripercorrere l’intera evoluzione stilistica di Gentileschi.
Il tema del viaggio Fa sì che il percorso espositivo metta in dialogo il pittore con i contesti figurativi e gli artisti di volta in volta incontrati, con le figure dei committenti e con le esigenze del mercato. Fulcro della rassegna é la grande pala con l’Annunciazione realizzata da Orazio Gentileschi nel 1623 per il duca di Savoia e ritenuta da tutta la critica uno dei vertici assoluti della produzione del maestro toscano. 
Il percorso espositivo rende omaggio anche ad Artemisia Gentileschi, raffinata artista della quale sono presentate tre opere: la Conversione di santa Maria Maddalena di Palazzo Pitti, caratterizzata da un’espressione intensa del volto della santa – nel quale si pensa di riconoscere il suo autoritratto – e da un’attenzione all’effetto chiaroscurale che accentua la drammaticità del momento, il Ritratto di condottiero dalle Collezioni comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio a Bologna e la Santa Maddalena di collezione privata; opere che testimoniano, parallelamente al percorso del padre, l’evoluzione del linguaggio della pittrice negli anni Venti e Trenta del Seicento, quando si sposta tra Roma, Venezia e Napoli prima di raggiungere Orazio a Londra.
Musei Reali di Torino – Sale Chiablese, Torino
dal 22 novembre 2025 al 3 maggio 2026
Orari apertura
Dal giovedì al martedì 9.30-19.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Chiuso il mercoledì
Giulia Torri
giuliat@vbicini.to.it
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