La cultura ovunque: è questo lo slogan che caratterizza l’appuntamento annuale di Salone OFF, l’appendice del Salone del Libro che ha l’intento di rilanciare la sua vocazione culturale diffusa. Nella mattinata di giovedì 30 aprile, presso il Centro Luigi Einaudi, è stato presentato ufficialmente il programma dil Salone Off, la rassegna parallela al Salone Internazionale del Libro di Torino che da oltre vent’anni porta libri, autori e dibattiti fuori dagli spazi istituzionali, dentro la città.
L’edizione 2026 segna un traguardo importante: la ventiduesima. E lo fa con una linea chiara, quasi dichiarata senza giri di parole: allargare, includere, coinvolgere.
A prendere la parola nel corso della Conferenza stampa sono stati i rappresentanti del Salone Internazionale del Libro di Torino, affiancati da esponenti delle istituzioni locali e dei partner culturali coinvolti. Dopo il saluto iniziale della professoressa Silvana Dalmazzone, Delegata per il Public Engagement e l’impatto sociale dell’Università di Torino, ci sono stati gli interventi di Silvio Viale, Presidente Associazione Torino, la Città del Libro, Annalena Benini, Direttrice editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino, Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura, alle Pari opportunità e alle Politiche giovanili della Regione Piemonte, Giulio Biino, Presidente della Fondazione Circolo dei lettori, Rosanna Purchia, Assessore alla Cultura della Città di Torino, Alessandro Isaia, Segretario generale Fondazione per la Cultura Torino e Vincenzo Ferrone, Consigliere di Indirizzo e Coordinatore Commissione 2 Fondazione CRT, che ha sottolineato il forte appoggio e garantito un importante sostegno per ciò che questa rassegna rappresenta per la comunità locale. La Conferenza stampa di presentazione è stata tradotta in LIS, Lingua dei Segni Italiana, da Anna Di Domizio.
Hanno raccontato il programma di Salone Off i due curatori, il responsabile Marco Pautasso, Segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino e Paola Galletto. Maria Giulia Brizio, Responsabile progetti e programmazione giovani e scuole Salone internazionale del libro Torino ha raccontato i progetti del Salone del Libro che si articolano durante tutto l’anno. La Conferenza è stata, inoltre, accompagnata dagli intermezzi musicali di Kyara Russo.
L’edizione 2026 segna un traguardo importante: la ventiduesima. E lo fa con una linea chiara, quasi dichiarata senza giri di parole: allargare, includere, coinvolgere.
Se c’è una parola che ha attraversato tutta la conferenza stampa è “giovani”, non come categoria astratta, ma come interlocutori reali. Salone Off punta a intercettare nuove generazioni spesso distanti dai circuiti culturali tradizionali, proponendo format più accessibili, linguaggi contemporanei e luoghi meno convenzionali.
L’obiettivo è evidente: trasformare il pubblico giovane da destinatario passivo a parte attiva. E quindi: non solo incontri con autori, ma laboratori, performance, momenti di confronto capaci di parlare il loro codice. Una scelta che non è solo culturale, ma strategica: senza ricambio generazionale, qualsiasi progetto culturale è destinato a spegnersi.
Altro punto fermo di questa edizione è l’estensione territoriale e la ricca, sempre più ricca, offerta culturale: 12 giorni di programmazione per oltre 1000 appuntamenti in circa 400 spazi che coinvolgeranno le 8 Circoscrizioni di Torino e 40 Comuni della Città metropolitana (Alpignano, Avigliana, Barbania, Bruino, Carignano, Caselle, Castagnole Piemonte, Castelnuovo Nigra, Castellamonte, Cercenasco, Chieri, Chivasso, Collegno, Gassino, Giaveno, Grugliasco, Leinì, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Perrero, Pianezza, Pinasca, Pinerolo, Pino Torinese, Piobesi Torinese, Piossasco, Riva presso Chieri, Rivalta, Rivoli, San Giorgio Canavese, San Mauro Torinese, San Secondo di Pinerolo, Santena, Settimo Torinese, Venaria Reale, Villar Perosa, Villarbasse, Vinovo, Volvera), e altri 10 comuni dell’area metropolitana grazie alla collaborazione con l’iniziativa “Vite Colte”. A questi si aggiungono altre 14 città in regione anche grazie al progetto Voltapagina con le carceri (Alba, Alessandria, Asti, Biella, Bra, Castelletto Uzzone, Cuneo, Fossano, Margarita, Racconigi, Saluzzo, Vercelli, Villanova d’Asti, Villanova Mondovì).
Salone Off 2026 vede consolidarsi così un percorso già avviato negli anni, ma che oggi diventa sistematico.
Non è un dettaglio organizzativo, è una presa di posizione: la cultura non deve restare concentrata nel centro città, ma dev’essere portata nei quartieri significa intercettare pubblici nuovi, abbattere barriere – economiche, sociali, logistiche – e rendere davvero accessibile l’offerta culturale.
Accanto a questo, si amplia anche la rete dei luoghi coinvolti: non solo biblioteche e spazi istituzionali, ma centri civici, librerie indipendenti, scuole, associazioni e spazi informali. Una geografia culturale che si allarga e si diversifica.
Salone Off conferma così la sua natura: non un semplice “fuori salone”, ma un ecosistema culturale parallelo, capace di vivere di vita propria, ogni anno sempre più ricco, ogni anno sempre più affascinante e seduttivo. La sfida, oggi più che mai, è mantenere qualità e identità in un contesto sempre più ampio.
Le novità annunciate vanno proprio in questa direzione: ampliare senza disperdere, innovare senza perdere radici. Un equilibrio non banale, ma necessario.
Dalla conferenza emerge un messaggio netto: Salone Off non si limita a crescere, cambia pelle. Più inclusivo, più capillare, più attento ai linguaggi contemporanei.
Torino, ancora una volta, sceglie di giocare la partita della cultura non solo nei grandi eventi, ma nella quotidianità dei suoi quartieri. Ed è lì, probabilmente, che si misura davvero il valore di un progetto come questo.
Il programma completo della XXII edizione di Salone OFF: Salonelibro.it
Loredana Pilati
loredanap@vicini.to.it
Lascia un commento