Conflitti contemporanei e migrazioni, il dolore e la speranza di questo tempo. Ci sarà molta attualità nell’edizione numero 83 della Mostra del Cinema di Venezia, pronta ad accendere i riflettori al Lido dal 2 al 12 settembre. 88 film, 62 nazioni rappresentate, per raccontare la società di ieri e di oggi. Non mancheranno, ovviamente, i momenti più glamour e pop, dal Leone alla carriera a George Clooney e Ellen Burstyn, alle incursioni in passerella di star del calibro di Dakota Johnson, Robert Pattinson e Penélope Cruz. Riflettori ovviamente puntati sui fratelli Gallagher, attesi in laguna per la première del documentario sul sorprendente riavvicinamento degli Oasis, dopo sedici anni di separazione. Tra i 20 film su cui lavorerà la giuria presieduta dall’attrice Maggie Gyllenhaal, una sola opera a firma femminile nella sezione principale. Un dato che interroga e stride con l’immagine di una Mostra che vorrebbe rappresentare la pluralità degli sguardi del cinema e della società contemporanei.
Consolano – campanilisticamente – i cinque titoli italiani in concorso: Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, The Echo Chamber, l’ultima sceneggiatura scritta da Bertolucci e mai realizzata, messo in scena da Andrea Pallauro e Diego Ciamber, L’estranea del giovane Paolo Strippoli e l’atteso ritorno al Lido di Nanni Moretti con Succederà questa notte e un cast stellare. Fuori concorso ci saranno anche Gianni Amelio e Mario Martone, mentre grande attenzione è rivolta – tra gli altri – a Bucking Fast Stars di Werner Herzog, a Ink di Danny Boyle e a Kore-eda, presenza di peso nei grandi festival che porta sullo schermo il manga di Tatsuki Fujimoto. Tra le pellicole destinate a far discutere, il documentario monumentale Joie de vivre , in cui Luca Guadagnino racconta al suo mentore, Bernardo Bertolucci: 7 ore di pellicola, ma secondo il direttore Barbera sorprendentemente leggere e capace di non perdere mai la propria tenuta. Curiosità anche per Be Brave, di Francesco Carrozzini, il ritratto dell’imprenditore Renzo Rosso, il primo lungometraggio italiano quasi interamente lavorato in intelligenza artificiale. A proposito di nuove frontiere del cinema: da alcuni anni in Laguna c’è la sezione Venice Immersive.
Saliti su una barca dalla Riva di Corinto, in pochi minuti, si arriva all’Isola del Lazzaretto Vecchio. Si abbandona la visione frontale per entrare in una dimensione a 360 gradi, dove realtà virtuale, aumentata e mista, video, installazioni e mondi digitali avvolgono lo spettatore. Sono 68 i progetti internazionali che trasformano il cinema in un’esperienza da vivere dall’interno, aprendo nuove strade alla narrazione attraverso le tecnologie XR.
Anna Scotton
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