” Siamo fatti della materia
di cui sono fatti i sogni”

William Shakespeare

 

La scelta di Sigfrido Ranucci: coraggio e verità in un’attualità minacciata

Incontrare Sigfrido Ranucci di persona ti segna. È un uomo che porta con sé una forza rara, quella di chi sente sulle spalle il peso – e l’onore – di difendere la verità e la democrazia attraverso il giornalismo d’inchiesta. Ho avuto il privilegio di presentare il suo libro La scelta alla Biblioteca di Cologno Monzese un paio di settimane fa, un’occasione per ascoltare direttamente da lui quanto sia profondo e coraggioso il suo impegno civile.

Sigfrido Ranucci è un pilastro nella difesa della libertà di stampa. Non è solo la voce familiare di chi, attraverso programmi come Report, ha smascherato potere e corruzione, ma è la sua presenza fisica a trasmettere un senso di urgenza, di integrità, di una fermezza rara. Durante la presentazione del suo libro questo sentimento era palpabile tra il pubblico. Un uomo che non parla dall’esterno dei problemi, ma li vive, li indaga e, come dimostrano i recenti, drammatici eventi, ne subisce le conseguenze.

Ranucci non è un cronista qualsiasi: da anni è in prima linea per la libertà dell’informazione, la trasparenza, il diritto dei cittadini a conoscere, a informarsi. In un tempo drammatico come il nostro, in cui la democrazia è sotto assedio da più fronti — pressioni politiche, interessi forti, intimidazioni — il suo lavoro assume una dimensione che va ben oltre il semplice fare notizia, rappresenta un baluardo imprescindibile.

La scelta, la sua ultima fatica editoriale, non è solo la cronaca delle sue inchieste più importanti, ma un viaggio sincero e toccante nel cuore del giornalismo libero, tra rischi, morale e giustizia sociale. Il libro si apre come un autoritratto coraggioso, dove Ranucci svela le difficoltà di un mestiere che spesso si scontra con poteri corrotti e un sistema che ha perso capacità di indignarsi. La sua narrazione è un appello accorato alla società: la verità non è mai scontata e la libertà di informazione è un bene da proteggere con coraggio e dedizione.

«La forza di Report è nella semplicità della scelta: offrire ai cittadini il romanzo crudo dei fatti attraverso un rigoroso lavoro di ricerca». Nel dialogo con il pubblico della Biblioteca, Ranucci ha voluto sottolineare proprio questo: l’inchiesta non è uno spettacolo, non è gossip, non è mero intrattenimento. È strumento di democrazia. Ed è per questo che leggere La scelta significa andare dietro le quinte del giornalismo d’inchiesta, comprendere le vie tortuose, i rischi, le decisioni che cambiano per sempre il corso delle cose — in senso intimo e collettivo.

Pochi giorni fa, proprio mentre la sua voce rimaneva fondamentale più che mai, Ranucci è stato vittima di un vile attentato: una bomba è esplosa sotto la sua auto davanti a casa, nel completo silenzio della notte. La solidarietà nei suoi confronti è stata immediata e trasversale, ma l’episodio riporta indietro l’orologio della nostra vita civile di decenni. Colpire un giornalista come Ranucci significa colpire la libertà di tutti noi.

Sigfrido Ranucci ci ha insegnato con La scelta – e con la sua vita- che informare non è mai neutrale, è un atto di responsabilità e di coraggio. Ci ha ricordato quanto dobbiamo difendere il diritto di sapere, soprattutto quando le verità scottano.

La sua testimonianza nel libro e nella realtà resta un faro acceso nella nebbia dei tempi difficili che stiamo vivendo. È un invito a scegliere da che parte stare, con coraggio e determinazione, è comprendere che la posta in gioco è alta, che la democrazia non è un automatismo, ma un bene fragile che va difeso ogni giorno.

E non possiamo che ringraziare Sigfrido Ranucci per non aver mai smesso di compiere la sua scelta, nonostante tutto.

 

Loredana Pilati

loredanap@vicini.to.it

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