Prende il via il 2 ottobre alla Reggia di Venaria, dove sarà visibile fino al 14 febbraio 2027, la mostra «L’Atelier dei Moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon», curata da Sylvie Ramond, direttrice del Musée des Beaux-Arts di Lione. L’esposizione – come ha illustrato in conferenza stampa Chiara Teolato, presidente e direttrice generale del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – prosegue il rapporto culturale avviato con la Francia in occasione della mostra dedicata a Fernand Léger e rafforza la vocazione internazionale della Reggia, sempre più luogo di ricerca, confronto e produzione culturale.
Il tema dell’atelier è il filo conduttore della mostra: non soltanto lo spazio fisico in cui l’artista realizza le proprie opere, ma un vero laboratorio di idee, incontri e sperimentazioni, dove nascono diversi stili pittorici e nuove visioni della modernità. La mostra riunisce 60 opere di 50 artisti, provenienti dal Musée des Beaux-Arts di Lione e suddivise in 16 sezioni. Accanto ai grandi protagonisti citati nel titolo, sono presenti artisti meno conosciuti, ma importanti per comprendere lo sviluppo dell’arte del Novecento. Il percorso non segue un ordine cronologico, ma mette in relazione opere, autori e movimenti, mostrando come si siano influenzati e abbiano reinterpretato la tradizione, dal Cubismo all’Espressionismo, dal Surrealismo al Fauvismo, all’astrazione. Al centro, dunque, non c’è soltanto l’opera finita, ma il processo creativo: l’atelier come luogo in cui l’artista osserva, sperimenta, dialoga e sviluppa nuove idee. È un concetto che la Reggia porta fino al presente attraverso uno spazio atelier permanente, dove il pubblico può cimentarsi direttamente nella creazione e reinterpretare, attraverso proposte laboratoriali, ciò di cui ha preso visione nel percorso espositivo.
Lo spazio sarà quindi animato da attività dedicate a scuole, famiglie e pubblico in genere. La mostra diventa così espressione della stessa vocazione della Reggia di Venaria: un presidio culturale aperto al territorio e al mondo, capace di costruire relazioni anche internazionali e, in particolare, di rafforzare il dialogo con le istituzioni culturali francesi. Un luogo non soltanto in cui si conservano e si raccontano le opere d’arte, ma in cui la cultura diventa esperienza, confronto e partecipazione.
Anna SCOTTON
annas@vicini.to.it
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