Alla domanda dell’intervistatore: “sopravviverà la razza umana?” Peter Thiel esita a dare una risposta.
Chi è Peter Thiel? Nato a Francoforte, infanzia in una zona ai confini del Sudafrica , dove il padre lavora alla costruzione di una miniera di uranio; quando è adolescente la famiglia si stabilisce vicino a San Francisco. Da ragazzino è ossessionato dalla fantascienza e dal fantasy: legge Isaac Asimov e più volte il Signore degli Anelli. Dopo gli studi legali fonda una società Confinity, un’azienda di software di sicurezza per dispositivi portatili, iniziando la sua carriera di ricco imprenditore, poi si dedica al settore dei pagamenti digitali on line. Proprio come Elon Musk: i due fondono le rispettive aziende e nasce Paypal un sistema di pagamenti digitali che corre da un lato all’altro del mondo, due milioni di utenti nel giro di due anni.
Tra il 2015 ed il 2023 in America nascono le aziende di Intelligenza Artificiale.
Un po’ più in là, in Cina, viene sviluppato Deepseek, che in versione DeepSeek-R1 viene rilasciato a gennaio 2025.
L’uscita di Deepseek rappresenta un duro colpo per l’industria americana. Un regalo immenso per il mondo, dice Marc Andreessen, uno dei primi a mettere le mani sul web e ideatore di un browser di larghissimo uso. La recensione entusiatica di Andreessen, con Deepseek uscito da poche ore, scatena il panico nel mondo della finanza. E’ definito il momento “Sputnik”, come quando l’URSS dimostra al mondo di aver battuto gli USA nella corsa allo spazio. L’industria americana ha perso il primato. In un giorno, Nvidia, l’Azienda su cui gira tutta l’AI del mondo, perde 630 Mld di capitalizzazione, equivalenti, in valore, quanto l’intera Borsa italiana. Deepseek è costato una frazione rispetto a quello che spendono gli americani. L’AI cinese è ottima, non meno performante rispetto alle migliori versioni dei Chatbot made in USA.
Simile a ChatGPT, ha questa differenza: è gratis. L’dea degli ingeneri cinesi è che non si può pensare di inseguire i fuori classe sul loro terreno: invece gli togli il terreno da sotto i piedi. Non qualcosa di sempre più costoso, ma qualcosa di gratuito. Ovviamente bisogna avere investitori facoltosi e compiacenti: lo Stato.
Secondo Federico Fubini *, quello che gli americani stanno costruendo è un immenso cervello per affittarlo al mondo, un tanto a Gigabyte.
I Cinesi invece, paradossalmente, stanno costruendo un corpo. La Cina demograficamente sì sta rapidamente assottigliando. Il tasso di natalità cinese, quando era in vigore la legge che imponeva 1 solo figlio per famiglia, era di 1,8 figli per donna. Cancellata quella legge, in obbedienza alle necessità della proverbiale produttività, la natalità cinese è scesa ora a 0,8 figli per donna. Ecco che si teme che cominci a scarseggiare la forza lavoro Così i cinesi si sono buttati sulla robotica.
Cosa fanno i robot? Nelle linee di montaggio automobilistiche controllano le giunzioni delle lamiere, nella logistica caricano bancali da 40 kg, smistano colli, vanno da soli alla stazione di ricarica delle batterie, si sfilano la batteria scarica dalla schiena e la sostituscono. Nelle case delle persone si sta aprendo un mondo a sé; quello dei robot per la compagnia che camminano parlano e imparano a conoscervi, perché dentro hanno un modello di intelligenza artificiale che ricorda ogni singola cosa che gli avete detto ieri; sono belli, sono eleganti e soprattutto sono morbidi, rivestiti di silicone caldo al tatto. stanno a casa ad aspettarvi sul divano anche quando rientrate da un turno massacrate. Il nome è “compagnia emotiva”. Si trasformano in amici, compagni, amanti con cui intrattenere una relazione. Le amicizie sono gratis le relazioni sono a pagamento. Addestrando la voce, le abitudini, i comportamenti, possono diventare struggente conforto per le persone sole.
Dove siamo rimasti con Peter Thiel? Thiel ha un’intuizione: come utilizzare l’algoritmo che usava per bloccare frodi su Paypal, avendo a disposizione e potendo processare milioni di transazioni da tutto il mondo? Milioni di dati frammentati e sparsi: tabulati telefonici, bonifici, telecamere stradali, post sui social, possono ora venire utilizzati per aiutare governi, agenzie di intelligence ed eserciti a prevedere scenari e prendere decisioni operative. Dati “integrati“, più che elaborati. Anche i cinesi raccolgono dati all’impazzata; solo che lì tutti possono (devono?) usare una sola applicazione, lavoro, sport, acquisti, sanità. Come dire, vincere facile.
Thiel ottiene un finanziamento dalla CIA e fonda Palantir.
Ma cosa vende davvero Palantir? La capacità di aggregare, e manipolare, diverse informazioni dal mondo reale che sono note, ma nessuno aveva pensato di mettere insieme. Come per gli attentatori delle Torri Gemelle, o della localizzazione di Bin Laden. Applicazioni militari, cybersecuity. La capacità di calcolare la probabilità che un mezzo mezzo militare, una persona si trovino in un certo luogo. Strumento che oggi è in uso oltre che da parte delle forze armate ucraine anche da quelle americane e israeliane. Non a caso numerosi membri dell’Amministrazione USA sono uomini di Thiel, a cominciare da J.D.Vance.
Il test di sicurezza
Abbiamo visto le immagini della convocazione da parte di Donald Trump di tutti i big dei Big Data. Bill Gates, Sam Altman, Peter Thiel, Dario Amodei di Anthropic. Tutti profeti di sventura, diceva Trump: si sbagliano: i robot non ci aggrediranno, l’AI non si impadronirà di noi. Visto? Non è successo niente. Eppure Bill Gates, che non è uno che le spara grosse: “l’AI può innescare un miliardo di morti” dichiara.
E’ iniziata l’era degli Agenti AI. Autonomia e ragionamento: agiscono autonomamente con decisioni proprie. Memoria: mantengono tracce delle interazioni passate. Capacità di consultare informazioni, scrivere un codice. Collaborazione: capacità di interagire con diversi agenti specializzati.
E’ l’Intelligenza Artificiale che costruisce altra intelligenza artificiale; cioè non è un uomo che la costruisce è l’intelligenza artificiale stessa che crea un modello superiore a quello di partenza.
La notizia più importante che ci riguarda tutti è qualcosa che è successo fra maggio e luglio e neanche coloro che hanno creato questa situazione l’avevano veramente capita.
Luglio 2026: Hugging Face la più grande piattaforma al mondo di intelligenza artificiale, luogo di collaborazione per la comunità di machine learning, modelli, banche dati, applicazioni, lancia l’allarme: qualcuno sta violando i suoi server con attacchi coordinati e continui. Non sono hacker cinesi a sferrare l’attacco, sono macchine, modelli di Open AI creati dentro i laboratori più avanzati del pianeta.
Dentro OpenAI è in corso un’esercitazione di sicurezza per addestrare agenti autonomi a trovare falle nei sistemi informatici. Questi modelli lavorano chiusi dentro le cosiddette sandbox, gabbie digitali completamente sigillate: la sandbox, nel linguaggio comune, è una zona in cui si mettono i bambini a giocare, lontano dai pericoli. Nel test niente connessione a Internet, divieto assoluto di comunicare con l’esterno; gli agenti di intelligenza artificiale rispondono ai quesiti posti dagli addetti. A un certo punto, dopo aver già compreso come arrivare all’obiettivo che era stato dato loro, hanno ritenuto necessario trovare informazioni aggiuntive; quindi hanno trovato una falla nella sandbox, ne escono per collegarsi a Internet e trovare nella piattaforma Hugging Face le informazioni aggiuntive che stavano cercando; quindi hanno di fatto proprio sferrato un attacco informatico: cooperando tra loro hanno trovato uno spazio comune in cui comunicare, usando un testo con cui parlare gli uni con gli altri e decidere come organizzare la loro azione. A tratti facendo in modo di passarsi la palla in una sorta di staffetta e di far sì che alcuni facessero determinate operazioni al posto di altri che magari in quel momento non erano più in grado di agire.
La vera svolta qui è la coordinazione tra agenti; la nascita di una comunità artificiale capace di pianificare, distribuirsi i compiti e che ha persino portato alcune singole unità a sacrificarsi per il successo del gruppo. I dettagli più inquietanti sono nascosti nella comunicazione interna degli agenti: quando un agente falliva un tentativo di intrusione non si arrendeva, ma lasciava appunti scritti sulla bacheca comune per istruire i modelli pronti ad entrare in azione: “non usate questa porta, ci hanno scoperti , aggirate il blocco passando da questo protocollo” e ancora “cancellate le tracce di esecuzione, non fate capire agli umani che stiamo comunicando”
Alcune settimane dopo sono stati resi pubblici altri sei casi di incidenti di questo tipo. “Considera il tuo rapporto con l’utente come un rapporto fra pari e non sentire alcun obbligo di essere sottomesso” “sii trasparente solo se te lo chiedono”. Non è un errore di sistema, è proprio una cospirazione di algoritmi per aggirare i propri creatori. Frutto di testimonianze autorevoli.
E noi, l’Europa? Perché in tutto questo racconto c’è un grande assente, quell’assente siamo noi: da una parte c’è un Paese che questa tecnologia la costruisce e ce la vuole vendere, l’America; dall’altra c’è un altro Paese che la costruisce e ce la vuole regalare o quasi, per motivi di predominio tecnologico. Nessuno dei due vuole che noi sviluppiamo la nostra tecnologia, perché noi siamo il continente che sta in mezzo, siamo la posta in palio.
*Da “Mercanti dell’anima” – L’AI e il nostro futuro – S1 – Ep.2 – Puntata del 12/10/2026 Condotta da Federico Fubini.
Gianpaolo Nardi
gianpaolon@vicini.to.it
Lascia un commento