Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia. (Goethe)

 

I migliori anni della nostra vita di Ernesto Ferrero

Era nato a Torino nel 1938: torinese doc, raffinato, colto, ironico, innovatore, esigente, e amante della montagna. E’ stato il miglior conoscitore dell’editoria degli ultimi 60 anni.  Esordì nel mondo letterario nel 1963 come responsabile dell’ufficio stampa della casa editrice Einaudi. Alla fine degli anni ’70 ne diventò il direttore letterario, e poi, dall’84 all’89, direttore editoriale. Altre esperienze di lavoro lo hanno visto in posizioni di vertice presso Boringhieri, Garzanti e Mondadori. Raffinato critico letterario, traduttore, ma soprattutto autore. direttore, dal 1998 al 2016, del Salone del libro.

Come la maggior parte di coloro che hanno lavorato nell’editoria e che in qualche modo hanno vissuto l’ambiente editoriale torinese lessi con curiosità il suo libro I migliori anni della nostra vita: con grande maestria ed eleganza Ferrero racconta gli anni in Einaudi, e dipinge un affresco in cui campeggia l’Editore più innovativo di quel periodo storico, Giulio Einaudi, con il suo rigore ed i suoi capricci .Intorno a lui gravitano le figure dei più grandi scrittori del dopoguerra, ben tratteggiate dall’autore.

Con raffinatezza ed sguardo acuto raccontò quell’esperienza e quelle stagioni che lo videro anche regista accorto delle celebri riunioni del mercoledì, in questo splendido memoir dove i ricordi di genialità, ossessioni, ansie, vezzi di maestri, compagni di lavoro e di viaggio, si intrecciano a quelli di luoghi e paesaggi. «Pensai distintamente che per un prodigio insperato ero stato accolto nella regione mitologica in cui cresce l’albero della felicità» scrive nella prima pagina, ricordando l’inizio esaltante di quella avventura.

È nel fertile habitat di via Biancamano che affondano le radici di relazioni solide, basate su amicizia e competenza, come quelle con Primo Levi (a cui nel 2007 ha dedicato, tra l’altro, un saggio che ne ricostruisce vita e opere) e con Italo Calvino, al centro di una biografia per immaginiAlbum Calvino (Mondadori 2005), ma anche del suo ultimo lavoro, Italo, uscito per Einaudi da alcune settimane. Con loro , e con gli altri maestri che hanno fatto la storia della cultura novecentesca italiana dentro e fuori lo Struzzo — Einaudi, Morante, Feltrinelli, Fruttero e Lucentini, Ceronetti, Bobbio, Pavese, Foa, Garboli, Garzanti, solo per citarne alcuni — Ferrero ha intessuto un dialogo costante e fecondo, mettendoli al centro anche di uno degli ultimi libri, Album di famiglia, uscito da Einaudi nel 2022.

Quei «maestri del Novecento ritratti dal vivo» formavano per lui «una famiglia ramificata, bizzarra, sorprendente, eccessiva, dispersa, perfino conflittuale, come tutte, ma straordinaria, coesa nelle stesse passioni, nello stesse sentire».

Ferrero ha scritto i suoi libri seguendo un gusto eclettico e curiosità radicate, che andavano dai delitti di Gilles de Rais, mostruoso protagonista del Quattrocento francese, al mistero del papiro di Artemidoro, dalla vita di San Francesco a Emilio Salgari, fino alle metamorfosi della lingua (Dizionario storico dei gerghi italiani, Mondadori 2002).

Tra le sue opere di narrativa, citiamo il romanzo N che ricostruisce i trecento giorni di Napoleone all’isola d’Elba attraverso il diario del suo bibliotecario e che gli valse lo Strega. L’anno dell’Indiano ( 2001), riscrittura di Cervo Bianco (1980), basato sulla storia vera di un falso capo indiano che incanta gli italiani del 1924; La misteriosa storia del papiro di Artemidoro (2006); il romanzo biografico Disegnare il ventoL’ultimo viaggio del capitano Salgari (2011, Premio Selezione Campiello), dedicato agli ultimi mesi dello scrittore;

In Napoleone in venti parole (Einaudi, 2021) la sua grandiosa complessità è indagata attraverso temi-chiave che ne illuminano gli aspetti meno noti ma per noi oggi più coinvolgenti, dal «sistema operativo» alle strategie di comunicazione, e alle politiche gestionali, economiche e culturali, dagli errori agli elementi che spiegano la vitalità del mito.

Tra le altre sue opere, I gerghi della mala dal ‘400 a oggi (1972, Premio Viareggio Opera prima), poi ripensato e ampliato nel Dizionario storico dei gerghi italiani (Mondadori, 1991), una monografia dedicata a Carlo Emilio Gadda (Mursia, 1972), una biografia per immagini di Italo Calvino (Album Calvino, con L. Baranelli, Mondadori 1995, 2022), un profilo introduttivo a Primo Levi. La vita, le opere (Einaudi, 2007). Ha curato il Dialogo tra Primo Levi e Tullio Regge (1984, nuova ed., Einaudi 2005), e il volume di Primo Levi Ranocchi sulla luna che raccoglie tutti gli scritti dedicati agli animali (Einaudi, 2014).

Al timone del Salone del libro di Torino  ha governato con fermezza e disponibilità le tempeste più difficili, da «soldato sabaudo», come si definiva, con la rosa di carta nell’occhiello della giacca e un sorriso sulle labbra.

Maria Cristina Bozzo

cristinab@vicini.to.it

 

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