Partire è un po’ morire. Detto che solo pochi anziani forse ricordano. Sta certo a significare il senso di spaesamento che prende il viaggiatore quando si trova ad abbandonare il sicuro della zona comfort per affrontare l’ignoto.
E così, per rispettare questo sacrosanto sentire, Torino ha costruito la stazione di Porta Susa. Sia mai che al mesto viandante sia consentito un attimo di svago, una panchina su cui riposare le stanche membra, un’edicola in cui acquistare un quotidiano o aggiornarsi su un gossip qualsiasi.
Nell’unico caffè a soli posti in piedi due avvilite bariste ci rammentano, con la loro espressione affranta, che dobbiamo morire. Lo sconsolato viaggiatore si inoltrerà lungo il freddo e inospitale hangar invano cercando un motivo per sorridere.
E l’unico che troverà sarà nella certezza che la prossima volta cercherà di partire da Porta Nuova.
Giulia Torri
giuliat@vicini.to.it
Lascia un commento