“La libertà di pensiero ce l’abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero”.


Karl Kraus

SalTo 26: il mondo salvato dai ragazzini

Record al Lingotto: Torino capitale dei libri.

«Sempre tieni a mente Itaca, raggiungerla sia il tuo pensiero costante».

Con questo verso di Konstantinos Kavafis, la direttrice del Salone del Libro di Torino, Annalena Benini, ha aperto la cerimonia di chiusura della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro. Cinque giorni che hanno trasformato ancora una volta Torino in una città della lettura, dell’incontro e della partecipazione.

L’edizione 2026, intitolata Il mondo salvato dai ragazzini, omaggio a Elsa Morante, ha confermato il ruolo centrale dei giovani. «Abbiamo visto decine, centinaia, migliaia di ragazzi vivere il Salone in presenza», è stato osservato, sottolineando come i giovani abbiano scelto libri, incontri e relazioni reali in un tempo dominato da social e intelligenza artificiale.

Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, la XXXVIII edizione del Salone ha registrato numeri da record: circa 254 mila visitatori nei cinque giorni, superando le presenze dello scorso anno, con più di 40 mila ingressi già nella sola giornata inaugurale. Al Lingotto si sono svolti oltre 2.700 eventi, ai quali si aggiungono centinaia di appuntamenti del Salone Off sul territorio piemontese. Presenti più di 1.200 marchi editoriali, oltre 500 stand e migliaia di ospiti italiani e internazionali.

Grande protagonista è stata di questa edizione è stata la scuola. Migliaia di studenti hanno partecipato agli incontri, ai laboratori e alle attività educative. Durante la conferenza finale è stato sottolineato come il pubblico scolastico abbia rappresentato una delle presenze più forti e coinvolte dell’edizione. Le giornate dedicate alle scuole hanno registrato sale piene già dalle prime ore del mattino, con schiere di adolescenti e giovanissimi lettori. Gli organizzatori hanno parlato di una partecipazione studentesca capace di “far diventare il Salone casa propria”, confermando il valore del libro come esperienza collettiva e non soltanto digitale.

Nella conferenza conclusiva, Annalena Benini ha definito il Salone «un posto speciale e felice», capace di unire libri, cinema, musica, arte e idee senza lasciarsi travolgere dalle polemiche. «Possiamo essere ragazzini anche noi finché conserviamo la giovinezza della curiosità» ha detto. Un’immagine che sintetizza il clima di questa edizione: sale piene, studenti protagonisti e una larga adesione di lettori di ogni età.

Gli organizzatori hanno già annunciato le prime anticipazioni relative all’edizione del 2027: si terrà dal 13 al 17 maggio e avrà come Regione ospite il Lazio, mentre la letteratura catalana sarà ospite internazionale con il sostegno dell’Institut Ramon Llull. Un passaggio di testimone che conferma la vocazione internazionale della manifestazione torinese.

Durante la chiusura si è parlato anche del futuro del Salone: più internazionalizzazione, promozione della lettura, progetti per scuole e giovani editori, oltre al consolidamento delle nuove aree dedicate al business editoriale e ai professionisti del settore. Ma il cuore della manifestazione, ancora una volta, sono stati i lettori.

«Il Salone che abbiamo seminato, aspettato e sognato è arrivato, sta finendo ed è stato bellissimo», ha concluso Benini. E Torino, per cinque giorni, è sembrata davvero un’Itaca raggiunta insieme.

Silvia Destro e Anna Scotton

silviad@vicini.to.it

annas@vicini.to.it

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