“Puoi portare il cavallo all’acqua ma non puoi obbligarlo a bere”

 

Antico Proverbio Anglosassone

Un altro Novecento alla Gam

La carta come spazio autonomo di sperimentazione.

La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, prima galleria d’arte moderna in Italia, conferma la propria vocazione non solo nella conservazione ma anche nella ricerca e valorizzazione di uno dei più importanti patrimoni artistici nazionali. Il nuovo format “Risonanze”, introdotto dalla direttrice Chiara Bertola, dà risalto a collezioni, archivi e fondi museali in dialogo con le mostre temporanee.
La nuova “Risonanza”, la quarta, è dedicata a disegno, segno e tratto, temi centrali nella nascita dell’immagine e del pensiero visivo. Cuore del progetto è “Un altro Novecento, grande raccolta di elaborati grafici della collezione GAM, con specifiche esposizioni dedicate a Vincenzo Agnetti e Lisetta Carmi, oltre alla sala dedicata a Giorgio Griffa per il suo novantesimo compleanno. Per la prima volta – dal 21 maggio al 1 novembre 2026 – compaiono oltre 600 disegni, acquerelli, incisioni, stampe e dipinti, selezionati tra i quasi 40mila tra disegni e lavori cartacei, di cui 15000 novecenteschi, di proprietà della Gam, e oggetto  di un lungo lavoro di catalogazione, conservazione e promozione curatoriale.

Dietro la ricca ed esauriente presentazione  emerge il lavoro collettivo del museo di via Magenta 31: dai dipartimenti educativi, impegnati con scuole e laboratori, fino alla comunicazione, al restauro e all’archivio fotografico. Fondamentale anche il contributo di fondazioni e sponsor, che hanno sostenuto recupero, salvaguardia e rilancio delle opere. Un lavoro spesso silenzioso ma essenziale, che conferma il museo come luogo vivo di ricerca, conservazione e trasmissione culturale. Il percorso, articolato in 21 sale, presenta le opere su carta intese come lavori autonomi e non preparatori, con una doppia natura: da un lato pubblica e comunicativa, dall’altro intima e diaristica, fino a diventare spazio personale di sperimentazione artistica.

Centrale anche il progetto dell’“intruso”, affidato a Pesce Khete, le cui opere dialogano con il percorso espositivo attraverso segni e colori che interrompono e reinterpretano il ritmo della mostra. I grandi fogli policromi rimandano ad artisti del Novecento, da Renato Guttuso alla pop art, trasformando la carta in luogo di ispirazione, memoria e confronto con l’intera storia della pittura.

Nello specifico la rassegna dedica spazio agli ultimi lavori di Vincenzo Agnetti, realizzati tra il 1979 e il 1981, dove emerge una dimensione più poetica e meditativa, legata al tempo, alla natura e al linguaggio fotografico. Una sala è dedicata alle 15 fotografie di Lisetta Carmi, nate dalla serie Erotismo e autoritarismo a Staglieno, dedicata al celebre cimitero monumentale genovese. Una riflessione sul rapporto tra fotografia, memoria e scultura: da un lato il marmo, simbolo di eternità, dall’altro i fiori colorati inseriti da Carmi nelle immagini, segni fragili e destinati a scomparire. Con il supporto delle schede informative presenti in ciascuna sala, il percorso di visita si trasforma in un’esperienza sorprendente e documentata.

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

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