Presentata il 13 maggio, data in cui ricorre l’anniversario della promulgazione della legge Basaglia, torna dal 4 all’8 giugno la Collegno Fol Fest. Anche i simboli contano. Segnata dal centenario dei fatti dello Smemorato di Collegno, la festa al Parco della Certosa si concentrerà sui temi della memoria e dell’identità: la vicenda dell’uomo dal passato smarrito come simbolo di perdita e ricostruzione di sé. In questo tempo in cui l’identità viene da molti interpretata come esclusione, qui invece diventa riconoscimento reciproco. Senza l’altro non possiamo definire noi stessi. Questi temi verranno messi in relazione alle fragilità vissute dalle nuove generazioni nel contesto contemporaneo, con il coinvolgimento diretto dei giovani sia nella riflessione sia nella costruzione stessa del festival. Dai loro racconti emerge un forte disagio legato alla società performativa, alla solitudine, al bisogno di ascolto, fiducia e autenticità.
Nata nel 2021 da un’idea di Maria Luisa Mattiuzzo – già dirigente scolastica e assessora cittadina al patrimonio – per valorizzare l’ex manicomio come bene immateriale e risorsa culturale del territorio, poi condivisa e sviluppata insieme a Comune di Collegno, Servizio Iesa dell’AslTo3, Cooperativa “Il Margine”, “Lavanderia a vapore”, la manifestazione sta diventando sempre più conosciuta anche fuori dai confini cittadini. Merito della componente culturale, sempre più attrattiva, ma anche di una parte scientifica importante, fatta di dibattiti e approfondimenti di settore. Tra gli ospiti di rilievo figurano Umberto Galimberti, Vincenzo Schettini, Andrea Scanzi, Carlo Lucarelli e Matteo Saudino con Giua (programma completo qui ).
Grande importanza viene attribuita all’“Orto che cura”, spazio simbolico di incontro, memoria e socialità, nato nell’area dell’antica azienda agricola del manicomio. Qui si svolgeranno eventi culturali, presentazioni di libri, momenti conviviali e attività di ristorazione inclusiva che coinvolgono persone in percorsi di riabilitazione e inserimento lavorativo.
Si affronterà il tema della salute mentale attraverso incontri, tavole rotonde e testimonianze dedicate a pratiche di cura centrate sulla persona e sulla qualità della vita, con particolare attenzione all’esperienza del servizio IESA dell’ASL TO3 (Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti), pratica terapeutica che permette a persone con disagio psichico di essere accolte temporaneamente in famiglie, offrendo un ambiente più umano rispetto alle strutture tradizionali.. Saranno proposti inoltre spettacoli, mostre e laboratori per aprire il confronto anche su temi sociali e culturali e il primo concorso letterario con la Scuola Holden.
Il senso profondo della Fol Fest, però, resta quello di non dimenticare una parte fondamentale della storia della città: la vicenda umana della salute mentale e dei diritti delle persone. La legge Basaglia dal 1978 ha cambiato radicalmente il paradigma della psichiatria, introducendo il concetto di cura al posto della reclusione. Oggi i servizi territoriali e il sistema cooperativo sono il frutto di quella trasformazione. Ricordare significa riconoscere che, per anni, dietro i muri del manicomio venivano negati diritti fondamentali. A un certo punto, grazie a una lotta culturale e politica, si è deciso che quelle persone dovessero essere considerate uguali a tutti gli altri.
Anna SCOTTON
annas@vicini.to.it
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