I giovani e le proteste.
Le proteste di piazza di questi ultimi mesi, in Italia e in Europa, hanno evidenziato la presenza di un’Europa che resiste: la protesta non è si badi bene, contro l’Europa, ma contro i meccanismi dell’U.E., contro le strutture e contro le logiche di questa Unione. Protesta europea, dunque, diretta contro queste Istituzioni europee.
Le persone comuni, soprattutto i giovani, assistono ad un processo di sempre minor rilevanza dei governi nazionali, che cambiano colore ma in pratica non cambiano nulla, ed appaiono sempre più succubi ai voleri delle Istituzioni europee.
Mentre la Francia protesta in modo netto, anche violento, l’Italia è più silenziosa; ma 630 mila giovani tra i 18 e 34 anni hanno lasciato il paese dal 2011 al 2024. Una fuga verso lidi più ‘interessanti’.
In alcuni stati, quindi, si riduce drasticamente la fiducia verso le Istituzioni e questo specifico assetto dell’Unione Europea pare sempre meno difendibile. La protesta poi non è solo dei giovani e degli studenti: si sono viste le proteste spagnole contro le politiche abitative, gli scaffali dei supermercati del sud d’Italia vuoti per la rabbia degli autotrasportatori.
Senza la pretesa di voler esaurire un argomento così complesso, dalle mille sfaccettature, è comunque da evidenziare come l’origine della protesta nasca proprio da un’evidente mancanza di opportunità e protezione per le fasce più deboli e dinamiche della popolazione. Questo fenomeno, a sua volta, dato dalla progressiva carenza di rappresentanza democratica delle Istituzioni europee, luogo ove predominano forti lobby interne ed esterne all’Unione.
Le lobby, intendiamoci, sono sempre esistite e in qualunque organismo politico, ma oggi l’evidenza è che le loro logiche sono del tutto insensibili alle esigenze e sofferenze di questi settori sociali di cui si è detto. Di qui il rifiuto, la protesta. E probabilmente è proprio da qui che può partire un’analisi seria e un’autocritica del funzionamento di una struttura così lenta ed elefantiaca come l’Unione Europea.
Giorgio Ferraris
giorgiof@vicini.to.it
Lascia un commento