” La felicità è una scelta che a volte richiede uno sforzo”

Eschilo

 

Scadenze

Nel romanzo di Lidia Ravera “Gli scaduti” si narra di un futuro prossimo in cui gli esseri umani andranno, appunto, in scadenza.

Arrivati ad una certa età, vengono ritirati dalla circolazione per approdare non si sa bene a quale riserva a loro dedicata e da cui, si può immaginare, non si torna più. Metafora intelligente di una società che invecchia senza aver trovato una dignitosa soluzione alla problematica del sovraffollamento, delle malattie legate all’età, alla mancanza di adeguate strutture medico/ricettive.

Ma stiamo subodorando, ormai in tanti, che qualche soluzione a monte si stia cercando di trovarla. Senza scomodare troppo le leggi, si lascia che le cose facciano il loro corso senza porvi rimedio, anzi accelerando i processi a forza di voci preregistrate che ti informano che la tua visita urgente è fissata tra un lustro, che gli esami sono un po’ preoccupanti e quindi il primo appuntamento te lo daranno urgentemente fra 18 mesi, oppure che forse tutto sommato conviene lasciar perdere e, in mancanza di conto bancario possente, permettere alla vita  di fare il suo corso.

Tanto, se poi per qualche influsso propizio delle stelle si riesce ad arrivare in corsia è sempre probabile che arrivi un matto esagitato che ti piglia a coltellate e non se ne parla più. Altrimenti ci sono pur sempre le guerre, che da che mondo è mondo servono a fare un po’ d’ordine, peccato che quelle si pappino anche i giovani e così non si risolve del tutto il problema; ma adesso ci sono i droni, che potrebbero in un tempo non distante identificare l’anno di nascita dei bersagli e provvedere al repulisti. Insomma, qualche cosa bolle in pentola, anche se i governi tacciono sornioni.

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

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