Alla Reggia di Venaria, fino al 6 settembre 2026, ha preso forma un viaggio affascinante nell’immaginario della regalità. Il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude ha allestito Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro, una mostra che svela il potere evocativo dell’abito come costruzione di identità e autorità. Curata da Massimo Cantini Parrini e Clara Goria, l’esposizione riunisce 31 costumi iconici, in cui il cinema esalta la materia e la luce, mentre il teatro amplifica gesto e presenza. Non semplici vestiti, ma visioni: forme che precedono la parola e incidono l’immaginario. Un racconto che affonda le radici nel Seicento della Venaria, segnato da figure come Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, e che restituisce al costume il suo ruolo più profondo: dare corpo al potere. Il percorso della mostra ben illustra la costruzione dell’immaginario scenico, tra rigore filologico e interpretazione poetica. Regine leggendarie, figure nate dalla letteratura e sovrane realmente esistite convivono in un racconto che supera i confini tra vero e immaginato, restituendo la forza del linguaggio visivo. Oro, argento e bronzo — simboli di regalità — scandiscono le tre sezioni: Fantasia, Mito e Storia.
L’allestimento si sviluppa come un’architettura in tre atti e undici scene, presentando abiti d’autore realizzati da eccellenze sartoriali italiane. Tra le figure iconiche emergono l’Incantevole Strega interpretata da Monica Bellucci, Titania con Michelle Pfeiffer e Ariadne con Valentina Cortese. Nel mito compaiono Maria Callas e Silvana Mangano, mentre la storia prende forma con Elizabeth Taylor, Angelina Jolie e Mélanie Laurent. Gli abiti sono accompagnati da parrucche, gioielli e ornamenti — elementi essenziali nella costruzione dell’identità visiva — provenienti da laboratori specializzati o fatti realizzare appositamente su modelli originali in occasione della mostra.
Particolare attenzione è stata dedicata nella mostra al tema dell’accessibilità, come prassi per le esposizioni realizzate alla Reggia (il percorso infatti include pannelli visivo-tattili, audiodescrizioni, sottotitoli e traduzioni in LIS (Lingua dei Segni Italiana), oltre a
testi in caratteri ad alta leggibilità). Sono previste le Conversazioni a corte dedicate alla mostra con personalità del mondo del costume teatrale e cinematografico, della regia e della critica. È in programma l’iniziativa Storie d’arte alla Reggia di Venaria: attività culturali in collaborazione con il Dipartimento di Studi storici dell’Università di Torino.
In occasione della mostra, il Museo Nazionale del Cinema – in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – propone al Cinema Massimo nel mese di giugno una rassegna che prevede la proiezione di quattro film che mostrano sul grande schermo alcuni dei costumi esposti nella mostra: Le Déluge di Gianluca Jodice (2024), Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006), Medea di Pasolini (1969) e Cleopatra di J.L. Mankiewicz (1963), tutti in versione originale con sottotitoli in italiano.
Anna SCOTTON
annas@vicini.to.it
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