“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo”

Henry Ford

 

Una città che si prende cura

Torino accelera verso una “Città Compassionevole”

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, esortava Mahatma Gandhi, richiamando la responsabilità individuale e collettiva nel costruire una società più giusta e solidale. È proprio in questa prospettiva che si inserisce il percorso intrapreso da Torino: un cammino strutturato, partecipato e orientato al futuro, emerso con forza durante l’evento “Costruire una Compassionate City. La road map del progetto a Torino”. Svoltosi presso il Circolo dei lettori con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, promosso da Fondazione FAROFondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Città di Torino  l’incontro rappresenta una tappa fondamentale nello sviluppo del progetto “Torino Compassionate City”, traducendo l’ispirazione etica evocata da Gandhi in un impegno concreto e condiviso per il benessere della comunità. La visione internazionale della Compassionate City Charter, illustrata da Allan Kellehear, rappresenta l’indirizzo che Torino ha scelto di adottare nel proprio percorso. Questo modello propone una concezione di salute pubblica che va oltre l’ambito sanitario, riconoscendo il ruolo centrale della comunità nella cura delle persone. Essere una Compassionate City significa assumere un impegno collettivo per sostenere chi affronta malattia, fine vita e lutto, integrando questi momenti nella vita sociale senza isolarli. La Carta promuove una responsabilità condivisa tra istituzioni, servizi, cittadini e terzo settore, valorizzando reti di prossimità, solidarietà e inclusione. L’obiettivo è costruire una comunità consapevole e partecipe, capace di offrire supporto emotivo, relazionale e pratico, contribuendo al benessere complessivo e alla qualità della vita urbana.

Il progetto di Torino come Compassionate City promuove un modello fondato sull’empatia sociale, intesa come condivisione e reciprocità, in cui la città diventa spazio di cura e supporto lungo tutto l’arco della vita. Definita un “laboratorio urbano”, l’iniziativa prevede mappatura dei bisogni, ascolto della comunità e strumenti concreti come comunità di pratica e progetti pilota. Centrale è il legame con le cure palliative, che ridefiniscono la cura come responsabilità collettiva. Il confronto con esperienze italiane rafforza il percorso, mostrando come la compassione generi coesione, resilienza e valore sociale condiviso.

Prossimi appuntamenti

Il dialogo con la cittadinanza proseguirà domenica 17 maggio al Salone del libro:

  • ore 11.00 – Costruire il futuro: risorse per giovani e comunità, in collaborazione con la Città di Torino con interventi di Carlotta Salerno, Assessora alle politiche educative e giovanili e la neuropsichiatra infantile Pia Massaglia

  • ore 15.30 – Cura e comunità: i giovani come agenti del cambiamento. Il progetto Torino Compassionate City a confronto con i giovani con Fabio Geda e Daniele Mencarelli

Anna SCOTTON

annas@vicini.to.it

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