Ci risiamo, spettacolo visto troppe volte e che sempre stupisce per la sua capacità di ripetersi e sembrare sempre nuovo.
Dunque va così: arriva uno a cui non piacciono le cose come stanno ( e a chi piacciono le cose come stanno?), inquadra due o tre problemi risolvibili solo con il confronto democratico e promette invece di risolverli in quattro e quattr’otto con qualche frase ad effetto, molta demagogia e la sostanziale ignoranza di chi ascolta.
Possibilmente si presenta con piglio deciso e una qualche velleità “piaciona”.
Per un po’ non si parla che di quello, si sconquassa ulteriormente il panorama che per risolversi avrebbe invece bisogno di calma, competenza, partecipazione e rispetto per gli altri. Indi si gioisce per il sondaggio accomodante, si accolgono a braccia aperte coloro che, in cerca di seggi cambiano bandiera e si procede nel vuoto cosmico delle idee verso il prossimo insuccesso.
Capire che perché le cose funzionino non c’è bisogno di capi è assai faticoso ed esercizio di democrazia obsoleto.
E quindi, avanti il prossimo, ma che noia!
Giulia Torri
giuliat@vicini.to.it
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