“Puoi portare il cavallo all’acqua ma non puoi obbligarlo a bere”

 

Antico Proverbio Anglosassone

Vuoi vedere che l’idrogeno verde è arrivato davvero?

Una Società di Trecate ha iniziato a produrre idrogeno “pulito”

immagine geralt

Il TGR Piemonte ci informa (servizio di Giulia Delle Piane, 19/6) che la Società Sarpom di Trecate, di proprietà della IP, ha installato un elettrolizzatore che produrrà energia per 4 megawatt usando come carburante l’idrogeno.

La produzione di idrogeno dall’acqua scindendo le due molecole in Idrogeno, il carburante tra i meno inquinanti al mondo, e l’Ossigeno è processo geniale: ricavare energia dall’acqua, altro che petrolio, gas, uranio. Geniale ma non nuovo.

Ma il fatto che per l’energia necessaria al processo stesso venga usato, come ci spiega il TG, un campo fotovoltaico, grande quanto 11 campi di calcio, è sicuramente incoraggiante.

Abbiamo sentito parlare di idrogeno grigio e idrogeno blu (entrambi provenienti da metano), persino di idrogeno rosa, quello proveniente dal nucleare. Ma di idrogeno verde, da fonti rinnovabili, se ne sente poco.

Il costo di produzione dell’idrogeno verde è alto, circa due-tre volte quello prodotto con gas metano; incidono il costo degli investimenti per le centrali, lo stoccaggio, che richiede processi complessi e serbatoi di grandi dimensioni a causa dell’alta pressione necessaria per la gassificazione, ed il trasporto, in quanto le molecole dell’idrogeno tendono a rendere fragili le condutture.

Possiamo dire, tuttavia, che nel caso dell’impianto di Trecate, una notizia c’è. Almeno due dei problemi sono stati se non risolti, aggirati: a) il costo dell’energia per il processo, abbattuto utilizzando il surplus di produzione dell’impianto fotovoltaico quando le condizioni di irraggiamento sono favorevoli, e b) l’assenza del trasporto, in quanto l’energia del fotovoltaico viene convogliata solo fino all’elettrolizzatore.

Circa, c) gli investimenti, le regole Ue vietano gli aiuti di Stato che falsano il criterio della concorrenza tra imprese. In questa tipologia di investimenti, tuttavia, la Ue ha deciso di fare un’eccezione, consentendo l’utilizzazione di finanziamenti pubblici. L’impianto Sarpom ha così usufruito di un investimento da 30 milioni di euro di cui 17 milioni di fondi europei del Pnrr e 4 milioni del ministero dei Trasporti. Insomma, questo, un modello virtuoso.

Ma ci sono altri progetti, già avviati per lo sviluppo di queste tecnologie, e si prevede, in tempi ragionevoli, una significativa riduzione dei relativi costi di produzione; si parla di un abbattimento dai circa 12 dollari per Kg di H2 attuali ai 1,5 dollari nel 2030.

Prima di poter vedere l’acciaio prodotto con l’idrogeno verde magari ce ne vorrà, (chissà se potremo assistere alla fine del doloroso tormentone dell’ex ILVA), ma i vantaggi futuri, dall’acqua per la pasta che bolle più velocemente all’efficientamento del riscaldamento domestico sembrano alla portata; così come, riferendoci alla mobilità, applicazioni almeno sui mezzi di grandi dimensioni, come autobus e treni. Intanto Fincantieri ha in produzione una grande nave da crociera alimentata a idrogeno. Varo previsto nel 2027.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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