“La cultura non è patrimonio di pochi, è un flusso che nutre la comprensione del mondo.”

Umberto Eco

 

Il Job Film Days fa 7

Cinema, lavoro e trasformazioni sociali al Massimo

Se non a Torino, dove? Nella città più di altre segnata dalla storia industriale e operaia italiana, torna al Massimo e in altri luoghi della città, dal 6 all’11 ottobre 2026, il “Job Film Days”, che da sette anni esplora attraverso il cinema svolte, contraddizioni e sfide legate alla realtà del lavoro. La manifestazione, diretta da Annalisa Lantermo, si è affermata come punto di riferimento per il cinema del lavoro e dei diritti, raccogliendo associazioni, istituzioni, sindacati, istituti e numerose realtà che ruotano intorno a questo mondo. La conferenza stampa ha presentato l’edizione 2026 come un appuntamento ricco di proposte, collaborazioni e qualità della programmazione. In una fase di profondi mutamenti sociali, il cinema può contribuire ad alimentare un dibattito necessario e urgente, anche nel rapporto delle nuove generazioni con il lavoro. E’ stato sottolineato il ruolo centrale del Museo Nazionale del Cinema, che ha sostenuto il festival fin dalla nascita, nel 2020,  e accompagnato la sua crescita. Da menzionare il sostegno ai giovani registi con il premio europeo Job of the Future, promosso con la Camera di Commercio di Torino, riservato a dodici cortometraggi europei firmati da registi under 40. Alessandra Lanza, direttrice di INAIL Piemonte, ha ribadito l’appoggio dell’ente al festival, sottolineandone la rilevanza nazionale e la forte affinità con i temi di competenza dell’INAIL: diritti, legalità, sicurezza e prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.Il Premio “Lavoro 2026” JFD, realizzato con INAIL Piemonte, proporrà sette documentari e lungometraggi di finzione provenienti da diversi Paesi. Lanza evidenzia inoltre come il cambiamento delle modalità di lavoro abbia introdotto nuovi rischi, dallo smart working all’iper-connessione e il linguaggio cinematografico, per sua natura, è uno strumento diretto e immediato per affrontare questi argomenti e riportare al centro la persona. Annalisa Lantermo ha quindi illustrato l’edizione 2026: una settimana di eventi off a partire dal 25 settembre, 57 film, due anteprime mondiali e 20 italiane. Tra gli appuntamenti, la masterclass di Fabrizio Gifuni e una sezione dedicata al cinema sudcoreano, che racconta le tensioni di una società segnata da forti disuguaglianze, dalla crescente competizione e dai cambiamenti del sistema economico. Tra le novità dell’edizione 2026, l’attenzione a un pubblico internazionale: alcuni film saranno sottotitolati in italiano, mentre i premiati avranno anche i sottotitoli in inglese. Le giurie dei concorsi, composte da professionisti del cinema, vedranno Irene Dionisio alla guida del concorso lungometraggi e Giulia Cosentino di quello dei cortometraggi. Ampio spazio sarà dedicato anche all’intelligenza artificiale, con due appuntamenti che affronteranno il tema a partire da film e dibattiti con esperti. Particolare attenzione è rivolta ai giovani e agli studenti, coinvolti mediante dibattiti, laboratori e iniziative formative. Ad aprire la settima edizione sarà La guerre des prix di Anthony Déchaux. La chiusura è affidata a Ulysse di Laetitia Masson Il programma prevede inoltre incontri, Q&A con registi e professionisti, e la possibilità di vedere una selezione dei film in streaming su MYmovies ONE dopo la proiezione in sala.  Un programma articolato, con l’obiettivo di ampliare il pubblico e far crescere la comunità del Job Film Days.

Il programma completo e le info per accedere alle proiezioni qui 

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

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