“La cultura non è patrimonio di pochi, è un flusso che nutre la comprensione del mondo.”

Umberto Eco

 

La nuova stagione del MU-CH

Quando la scienza diventa esperienza

La chimica non è soltanto quella delle formule, dei simboli sulla tavola periodica e dei laboratori scolastici. È nei materiali che utilizziamo, nell’energia, nell’ambiente e nei processi che accompagnano la nostra vita quotidiana. È da questa prospettiva che il MU-CH, Museo della Chimica di Settimo Torinese si prepara ad affrontare una nuova stagione, proponendo un modo diverso di avvicinarsi alla scienza.

Il museo occupa gli spazi che un tempo appartenevano alla SIVA, azienda che ha segnato la storia dell’industria chimica italiana. Un passato produttivo che oggi viene reinterpretato attraverso la divulgazione. E proprio qui si trova uno degli elementi più significativi del percorso: il legame con Primo Levi, che alla SIVA lavorò per molti anni come chimico, fino a ricoprire ruoli di crescente responsabilità. Il suo ex ufficio è stato conservato e trasformato in un ambiente multimediale, dove la vicenda professionale dello scrittore si intreccia con il suo pensiero sul rapporto tra sapere scientifico e responsabilità.
Chi entra al MU-CH non trova però un museo da attraversare in silenzio. Gran parte del percorso è costruito per coinvolgere direttamente i visitatori di ogni età. Gli esperimenti e le installazioni permettono di mettere alla prova intuizioni, osservare fenomeni e arrivare alle spiegazioni partendo dall’esperienza. Una modalità particolarmente adatta ai più piccoli, ma pensata per incuriosire anche gli adulti.

A fare da tramite tra pubblico e contenuti sono gli explainer, professionisti della comunicazione scientifica che accompagnano la visita con domande, dimostrazioni e approfondimenti. Non una spiegazione uguale per tutti, ma un confronto che cambia in base all’età, agli interessi e alle domande di chi si trova davanti agli exhibit.
Fra gli ambienti che caratterizzano il museo c’è il Chemistry Bar, uno spazio che richiama l’atmosfera di un locale e la utilizza per mostrare reazioni e trasformazioni chimiche. Accanto ci sono il C-Lab per le attività pratiche, la sala destinata agli spettacoli scientifici e agli incontri, una zona di lettura con planetario e il bookshop.
I risultati raggiunti negli ultimi anni restituiscono la dimensione del progetto. Dal 2022 al 2026 sono stati più di 80 mila i visitatori, mentre le iniziative rivolte alle scuole hanno coinvolto circa 53 mila studenti. Oltre 15 mila persone hanno inoltre partecipato agli appuntamenti gratuiti organizzati dal museo. Un dato significativo riguarda anche le scuole: circa sei istituti su dieci tornano al MU-CH dopo una prima esperienza.
Per la nuova stagione, la chimica resta una porta d’accesso a temi che riguardano direttamente il presente: dalla riduzione degli sprechi, alla transizione energetica, passando per l’uso responsabile delle risorse e l’economia circolare.

Il progetto del MU-CH parte così da una materia spesso percepita come distante e la riporta dentro la quotidianità. Non per semplificarla, ma per renderla osservabile e comprensibile attraverso ciò che accade davanti ai nostri occhi quotidianamente. Perché, al museo di Settimo, una reazione chimica può diventare il punto di partenza per una domanda molto più ampia: come funziona davvero il mondo in cui viviamo?

Per maggiori info visitare il sito.

Silvia Destro

silviad@vicini.to.it

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