“La cultura non è patrimonio di pochi, è un flusso che nutre la comprensione del mondo.”

Umberto Eco

 

Salone dell’Auto-Torino. Intervista al CEO-Gruppo PROMA

L'Automotive nella vision del CEO di un gruppo leader nella componentistica

Difficile immaginare un luogo più degno per ospitare il Salone dell’Auto. Piazza Castello, Piazzetta Reale e Salone d’onore sono il palcoscenico per esibire i modelli di punta di 47 Case automobilistiche. Eleganza, prestigio, fascino. Storia. Nei Giardini Reali, l’area Test Drive in cui è possibile provare le novità di 16 Brand.

Sul futuro del settore Auto abbiamo intervistato Luca Pino, CEO del Gruppo PROMA, multinazionale specializzata nella componentistica per Automotive con stabilimenti in Europa (Spagna, Polonia, Serbia) e Sudamerica, 26 impianti e oltre 4000 lavoratori ed un portafoglio di 30 brevetti internazionali. Tra le acquisizioni del Gruppo, RECARO, di Caselette, leader nello sviluppo e produzione di sedili per auto, ed una quota di ARES Modena (esposta a Torino la ARES Panther, auto da 500-600 mila Euro).

“Buongiorno, la ringrazio per l’opportunità di avere, in questo contesto prestigioso, un punto di vista di chi vive nel mondo dell’Automotive”.

“Parliamo di transizione ecologica: i limiti per le emissioni di CO2 imposti dalla Ue. C’è un limite fisico, tecnologico per la riduzione delle emissioni dei motori endotermici?”

“Riduzioni se ne possono fare: ci sono due strade la prima è migliorare i motori termici, parliamo di ulteriore efficientamento della combustione, ma si parla anche di efuel, alternative per ridurre le emissioni. ma si tratta sempre di percentuali, anche importanti, ma percentuali, non eliminazione. Stiamo attraversando una transizione importante. Le leggi Ue hanno vietato, entro il 2035, la vendita di motori endotermici. Io ritengo che la transizione avrebbe dovuto avvenire in maniera più graduale: l’elettrico aiuta ma io avrei cercato di lavorare sull’elettrico in una seconda fase, senza avere delle limitazioni tecnologiche a priori. Avrei dato spazio anche alle altre tecnologie”

“Per esempio l’idrogeno? Sappiamo che presenta rischi e limiti tecnologici (ndr infiammabilità e stoccaggio)”

“Sì ci si sta lavorando ci sono possibilità per avere le garanzie di sicurezza necessarie”.

“Ci spostiamo sul piano del lavoro, della produzione. E’ di questi giorni la notizia che Volkswagen sta riconvertendo uno stabilimento per destinarlo a sistemi difesa. Una tendenza alla riconversione che ormai sta prendendo piede ovunque”.

“Se Volkswagen l’ha fatto vuol dire che si può, le aziende si possono convertire, è questione di investimenti, tecnologie e capacità. Ma quello che fa paura è il fatto che nel futuro anziché produrre auto si producano carri armati. Che il trend sia quello di produrre armi”.

 “Torniamo all’auto. C’è un declino generale dell’ Automotive? E la componentistica potrebbe avere un destino diverso?”.

“Se parliamo di Italia è diverso ma la produzione di auto nel mondo avrà sempre una tendenza a crescere: la popolazione è in aumento. Il punto è dove si producono: un tempo era soprattutto Europa e Stati uniti, oggi non si sono mai viste tante auto cinesi. In Italia purtroppo Stellantis sta soffrendo; negli anni 90 si producevano 2 milioni di vetture oggi siamo a 400.000 ma se escludiamo i veicoli commerciali siamo a meno di 250.000. Ci sono dati allarmanti su quanto si produce in altri Paesi. In Spagna, dove non hanno neppure una casa automobilistica producono numeri importanti cica 2 milioni di vetture. Responsabilità un po’ di tutti, investitori, governi. Un problema tra politico, industriale, imprenditoriale. Forse noi italiani siamo molto bravi nella resilienza, un po’ meno nella programmazione, nella gestione di ciò che viene dopo le crisi. La componentistica sta soffrendo tantissimo, se non riprende la produzione di auto in Italia sarà così, perché la componentistica è legata al luogo della produzione. L’export non paga, pochissima componentistica è localizzata oltre i 500 km dalla produzione.”

“Ecco perché voi sottolineate sempre la vostra vicinanza agli stabilimenti di produzione delle auto”

“Certo alcuni componenti complessi (il sedile è un componente complesso) richiedono personalizzazione, un sequenziamento, occorre sempre essere vicino al cliente. Recaro (l’Azienda leader di Luca Pino, n.d.r.) sta avendo successo con marchi premium come Ferrari Lamborghini, in parte Maserati. Dallara, Pagani e altri. Ma sempre una goccia nel mare”.

 

“C’è anche un crollo della domanda da parte dei cittadini Europei, le risulta?”

“No, il punto è che il cittadino europeo sta cambiando. Ma l’auto rimane il secondo investimento più importante, dopo la casa. Come la casa, oggi si affitta l’auto, è la mobilità che sta cambiando. I giovani vanno verso il car sharing, Noleggio a breve e lungo termine. Taxi, monopattini, la mobilità sta cambiando. Ma nel mondo l’auto non sta soffrendo”.

“Tuttavia, l’industria europea non subisce ormai fortemente la concorrenza delle auto cinesi?”

“Certo un problema serio, c’è una politica di prezzi aggressiva accompagnata da un forte sostegno dello Stato”.

“Possiamo parlare di dumping?”

“Incentivi, supporto negli investimenti, nell’esportazione, questo li rende più competitivi. No, c’è questo sostegno ma la politica della Cina non può essere questa, a lungo termine. Ma stanno di certo acquistando quote di mercato, quando verranno a mancare i sussidi si appiattirà il livello di competitività”.

 

“In futuro quali saranno i fattori che determineranno la competitività?”

“Il costo della Manodopera, dell’energia, In Paesi come l’Italia l’energia costa 20-30% in più rispetto altrove , e questo non ci rende competitivi. Il costo della manodopera…

“E’ più alto il costo della manodopera? Per quel che sappiamo il costo del lavoro in Italia è sulla media Ue”

“Rispetto alla manodopera cinese, certamente: il costo è più o meno allineato in Europa, ma nell’europa occidentale, se parliamo di Algeria Serbia Polonia è 2-3 volte inferiore rispetto a Italia Germania, Inghilterra. Questo è, il costo dell’energia e la burocrazia. La burocrazia ha un costo. Ritorniamo al concetto di corresponsabilità: politica impresa”

“Se dovesse scommettere su una sola grande evoluzione dell’automotive  nei prossimi anni, quale sceglierebbe? La strada che intraprenderebbe come imprenditore, su cui punterebbe”.

“Io sono convinto che ci sarà sempre una maggiore mobilità. Si tratta di scegliere quale sarà il mezzo cui fare riferimento. Treni, aerei non c’erano come oggi. La gente si muove. Si viaggia. Si trattaerà di scegliere quale sarà la migliore mobilità. L’auto rimane per l’ultimo miglio il migliore mezzo”.

“Regole: gli americani sostengono che noi europei facciamo le regole e loro fanno le cose. La convince questo modo di porre le cose, questo mantra?”

“Le regole vanno fatte: vanno anche cambiate quando si vede che non portano risultati. La capacità di modificare quanto non è più attuale. Aggiornare, adattare. Ma bisogna essere snelli nella burocrazia”

“Da semplice osservatore: c’è l’impressione che ci sia, certo, una trasformazione enorme nel settore, ma anche incertezza. L’impresa ha bisogno di certezze”.

“Si ma l’incertezza è in tante forme, un fatto globale, ma su più fattori. La politica, pensiamo alle guerre. Quando studiavamo sembravano preistoria oggi ce le ritroviamo come attualità. A pochi chilometri da casa. Ci stiamo abituando”.

“Che cosa scomparirà e cosa rimarrà delle tecnologie che ci accompagnano oggi”

“Sono convinto che le tecnologie non scompaiano, non si cancellano, si trasformano. La fisica rimane quella che conosciamo, far alzare un aereo o muovere un’auto non cambia. Miglioriamo l’efficienza, tutto il resto rimane”.

“Qual è una decisione che state prendendo oggi e i cui risultati si vedranno tra 5 o 10 anni?

“Creare aziende che siano sostenibili. Investire in ricerca e sviluppo, innovazione. Investire sulle persone: tempo fa la persona veniva messa un po’ da parte, bisogna tornare all’uomo”.

“Quindi quali competenze saranno più determinanti in quel futuro?”.

“Noi crediamo nell’artigianalità. Nel nostro lavoro ce n’è ancora molta; le lavorazioni del carbonio, ad esempio, tecnologia applicata in processi manuali dove l’artigianalità è ancora un fattore”.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

https://promagroup.com/

https://it.recaro-automotive.com

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