“Le menti sono come i paracadute: funzionano solo quando sono aperte.”

Autore anonimo

 

Indagine su un concittadino al di sopra di ogni sospetto: l’italiano medio.

Secondo l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), il nostro paese nel 2027 crescerà dello 0,6%; la Francia dell’1,2%. Cresceremo la metà dei nostri cugini d’oltralpe: si sente il bisogno di una visione strategica e delle riforme strutturali efficaci da realizzare in Italia; insomma, i problemi sono sempre gli stessi.

Rileggendo i dati Istat e i report pubblicati, emergono considerazioni ripetitive, quasi banali. E a questo punto, è doverosa l’analisi di un abitante del nostro paese: l’italiano medio.

Chi è? E’ uno dei 16 milioni di italiani che non vota più alle elezioni e ai referendum ?

E’ uno di quelli che ha contribuito agli oltre 90 miliardi di € di evasione del fisco ? Che non emette fatture, che prende lavoratori non inquadrati correttamente, che sposta capitali all’estero ?

Può darsi.

Ma l’italiano medio è anche la persona che cerca, tra tante difficoltà, di tirare avanti. Non per l’Italia, per carità. Per lui stesso, o per la sua famiglia. Come molti altri hanno sempre fatto, per decenni. Da almeno due secoli. La fantasia non gli manca. Avendo scelto (scelto?) di restare in Italia, deve rimanere a galla in un paese ‘problematico’.

L’Italia è anche sotto la media dell’Unione Europea per livello di istruzione: circa il 62% degli adulti ha almeno un diploma, rispetto al quasi 80% della media europea. Nel nostro paese, il livello di alfabetizzazione digitale è tra i più bassi in Europa. Per colmare questa lacuna, la scuola dovrebbe assumere un ruolo centrale.

Se è un lavoratore dipendente, i salari reali sono cresciuti meno dell’inflazione; se è un pensionato, campa mediamente con cifre non elevate. Se è un lavoratore autonomo, poi, deve destreggiarsi in una giungla fatta di burocrazia e di tasse.

Ora gli anni sono passati, il nostro italiano medio è diventato più anziano, magari con dei figli che a loro volta non procreano. Un problema generazionale. Non c’è ricambio: anziani circondati da anziani.

L’italiano medio, insomma, continua a tirare la carretta, come si dice, in un mondo diventato sicuramente più isterico e, in Italia, con lo sguardo più rivolto al passato che al futuro. I rapporti Istat parlano di un paese che progressivamente perde lo stimolo al cambiamento e al miglioramento, ma soprattutto la fiducia in ciò che lo circonda.

Magari il nostro cittadino deve anche rinunciare alle prestazioni sanitarie, mentre aumentano le situazioni di disagio personale. Soprattutto psicologico.

Ma rappresenta comunque, piaccia o no, con i suoi pregi e difetti, la spina dorsale di questo paese.

Giorgio Ferraris

giorgiof@vicini.to.it

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