“Le menti sono come i paracadute: funzionano solo quando sono aperte.”

Autore anonimo

 

Lo dico da donna a Mirafiori Nord

Aperta la stagione di spettacoli, concerti e momenti di confronto dedicati all'universo femminile

Il 24 ottobre il sipario si è alzato sulla rassegna «Lo dico da donna», organizzata a Mirafiori Nord dall’associazione «Un Progetto al Femminile Odv» in collaborazione con la parrocchia Gesù Redentore. L’iniziativa propone incontri tra musica e teatro fino ad aprile 2027. Ci siamo rivolti a Maria Rosa Montobbio, presidente dell’associazione, per un bilancio della serata inaugurale dedicata a Filumena Marturano, celebre dramma di Eduardo De Filippo che mette al centro la forza e la dignità di una donna. Risultati incoraggianti alla prima rappresentazione, con l’auspicio che la risposta del pubblico trovi conferma nelle prossime serate.

Com’è andato il debutto?

La prima serata è andata molto bene: a fronte di una quarantina di prenotazioni, si sono presentate 157 persone, quasi al completo dei 160 posti disponibili. Un risultato che ha soddisfatto tutti, organizzatori e parrocchia. Si sono unite anche cinque ragazze straniere, sebbene la comprensione del napoletano, talvolta molto stretto, abbia rappresentato una difficoltà. L’organizzazione ha richiesto uno sforzo notevole per conciliare il tema scelto, le opportunità di spettacolo e i fondi limitati.

Quale messaggio si vuole lanciare al quartiere ?

L’obiettivo è aprire gli spazi del quartiere alla comunità, creando occasioni d’incontro accessibili a tutti. Molte persone lamentano la mancanza di luoghi di aggregazione, la necessità di partecipare ad attività vicino a casa, senza doversi spostare in auto. Ingresso a offerta libera, così da non escludere chi ha meno possibilità. Aprire questi spazi al pubblico comporta costi e impegno organizzativo, ma punta ad includere anche le persone straniere, spesso poco visibili nella vita del quartiere. Il progetto punta proprio a favorire la conoscenza reciproca e il senso di appartenenza. Per il 21 febbraio, giornata dedicata alle donne, si pensa a iniziative semplici e condivise, come una merenda preparata insieme, per partire da esperienze concrete e favorire l’integrazione.

Il progetto si rivolge alle donne straniere: come avvicinarle?

Avere la loro adesione a iniziative culturali non è semplice. Le loro priorità sono  altre: trovare lavoro, sostenere la famiglia, affrontare le difficoltà scolastiche dei figli o risolvere problemi sanitari. Per questo si è cercato un tema vicino alla sensibilità femminile, da proporre in una forma accessibile. Lo spettacolo scelto si è rivelato forse un po’ difficile, anche per la lingua, ma l’adesione di alcune ragazze straniere ha avuto un valore importante. Per loro, essere presenti, incontrare persone e ritrovarsi insieme alle volontarie è stato un momento di riconoscimento e di appartenenza alla comunità. Un piccolo passo, dunque, verso un coinvolgimento più ampio, che in futuro potrà passare anche attraverso musica, canti, balli e cibo, linguaggi più universali e condivisibili.

Che cosa può nascere dall’incontro tra donne di culture diverse?

L’obiettivo è favorire una partecipazione sempre più ampia: stare insieme adulti, al di fuori degli obblighi legati alla scuola dei figli, può aiutare a conoscersi e a riconoscersi come parte della stessa comunità. Un primo passo per superare la distanza tra persone che vivono fianco a fianco, ma spesso non hanno occasioni per socializzare davvero.

Anna SCOTTON

annas@vicini.to.it

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