“Ho motivo di ritenere che gli avrebbe fatto molto piacere occupare gli spazi del Museo Nazionale del Cinema di uno dei suoi paesi d’adozione, l’Italia”.
Con questo saluto beneaugurante ha esordito Frédéric Bonnaud, direttore della Cinémathèque française e curatore della mostra inaugurata in questi giorni alla Mole, dedicata a Orson Welles, uno dei più grandi e complessi artisti del cinema internazionale. Più di 400 pezzi, alcuni mai esibiti prima d’ora, provenienti da varie collezioni pubbliche e private, saranno in dialogo con i visitatori lungo la spettacolare rampa elicoidale dell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana fino al 5 ottobre. Suddivisa in 5 aree tematiche (1915-1939 Wonder Boy; 1941 Quarto Potere; 1942 L’inizio dei guai; 1947-1968 Una star in Europa; 1969-1985 Un re senza regno), l’esposizione presenta fotografie, documenti d’archivio, disegni, manifesti, materiali audiovisivi e installazioni attraverso cui ripercorrere la vita e la carriera di Welles, mostrando anche i lati meno noti ma altrettanto centrali di questo artista totale.
Opere iconiche, da Quarto potere a F come falso, passando per La signora di Shanghai e Falstaff , hanno ridefinito forme e linguaggi del cinema. Regista, attore, autore, illusionista, narratore radiofonico e sperimentatore del linguaggio visivo e sonoro, Welles ha fatto della trasformazione una vera e propria cifra poetica. Oltre ai materiali dell’esposizione parigina, la mostra accoglie il fondo Welles del Museo Nazionale del Cinema, che comprende, tra gli altri, il certificato di nascita, diverse pagine di sceneggiature con commenti, foto soggetti e manifesti originali e, per la prima volta, le tavole disegnate e colorate da Guido Crepax, dedicate a La Storia immortale, racconto di Karen Blixen messo in scena da Welles.
Il regista riusciva infatti a muoversi tra cinema commerciale e ricerca artistica, utilizzando anche lavori meno prestigiosi, come pubblicità o produzioni minori, per finanziare i suoi progetti più personali. In questo percorso, il pubblico potrà anche ricordarne l’ impegno civile: fu indubbiamente uno spirito progressista, sensibile ai temi sociali e vicino alle posizioni liberal e democratiche dell’America del suo tempo.
Per tutta la durata della mostra verranno organizzate iniziative per il pubblico, visite guidate dedicate e proiezioni al Cinema Massimo. Si auspica che l’iniziativa riesca ad avvicinare il pubblico più giovane alla figura di Orson Welles, suscitando curiosità e interesse, anche attraverso le attività del dipartimento educativo, sebbene il periodo dell’esposizione sia relativamente limitato dalla pausa scolastica estiva. L’omaggio a Orson Welles continua al Cinema Massimo dove, dal 2 al 15 aprile 2026, è in programma una retrospettiva con film realizzati da lui o che lo vedono protagonista.
LE VISITE DEL DIRETTORE
11 giugno 2026, ore 19:00
In occasione dell’omaggio a Orson Welles, il direttore del Museo Nazionale del Cinema Carlo Chatrian condurrà una speciale visita guidata alla mostra My Name Is Orson Welles. Con lui sarà possibile scoprire i mille volti del regista americano, oltre ad aneddoti e curiosità. La visita, della durata di 90 minuti e riservata a un massimo di 25 partecipanti, è in italiano e ha il costo 30 euro, comprensivo della visita guidata e dell’ingresso alla sezione dedicata. Per info e prenotazioni www.museocinema.it
LA RASSEGNA AL CINEMA MASSIMO
2-15 aprile 2026
La retrospettiva al Cinema Massimo, estensione naturale della mostra, presenta una selezione di film che restituisce la ricchezza e le specificità dell’opera wellesiana. Il calendario delle proiezioni qui
Anna SCOTTON
annas@vicini.to.it
Lascia un commento