Mi pare di capire che la cosa funzioni così: si sbandiera il concetto dell’importanza dell’istruzione, a seguito ci si strappano i capelli di fronte al malessere giovanile poscia si ribadisce l’importanza dell’istruzione.
E quindi, come logica conseguenza, siccome quest’anno la scuola pubblica italiana supererà quota 200 mila supplenze, con 300 mila lavoratori e lavoratrici precari che attendono la sacrosanta stabilizzazione e in Italia, su circa 40.000 edifici scolastici attivi, si stima che 36.000 non siano a norma e oltre 21.000 siano privi del certificato di agibilità, si aumentano i contributi alle scuole paritarie, in nome di una fantomatica libertà di scelta. E nel caso di un ISEE inferiore ai 30.000 euro viene pure a questo scopo elargito un bonus di 1500 euro.
Qualcosa non convince in tutto ciò, ma pare di capire che o non si sanno fare tanto i conti o l’ Articolo 33* della Costituzione è stato abolito a nostra insaputa.
*L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. Lo Stato detta le norme generali sull’istruzione e istituisce le scuole pubbliche. Anche enti e privati possono aprire scuole, ma “senza oneri per lo Stato”.
Giulia Torri
giuliat@vicini.to.it
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