“Le menti sono come i paracadute: funzionano solo quando sono aperte.”

Autore anonimo

 

Via dalla pazza folla

Torino si dà molto  da fare! In pochi giorni ha ospitato il Salone dell’Auto, Terra madre, Festival Digital Popolare e stanno arrivando Portici di Carta, Buonissima, Artissima e il Tennis.

Insomma questo è più che uno schiaffo morale a chi chiamava i sabaudi “bugia nen”.

Uno sberlone, diremmo, a dimostrare che si bugia eccome!

Il problema è che lo si fa quasi interamente nell’area compresa tra Piazza Vittorio e Piazza San Carlo, con qualche rapida escursione tra Piazza Carlo Felice e Giardini Reali.

Alla faccia della cultura diffusa e all’attenzione alle periferie!

Si certo, lo sappiamo che il centro di Torino è bello, che i turisti in questo modo si trovano ad apprezzare le indiscutibili attrattive artistiche della città e non devono arrovellarsi per raggiungere posti più scomodi (oltretutto conoscendo l’efficienza e velocità del sistema tranviario cittadino), però, magari con un servizio navette si ovvierebbe all’inconveniente, si valorizzerebbero delle periferie attualmente alla ribalta solo per il degrado e si decongestionerebbe il già molto provato sistema automobilistico cittadino sull’orlo della famosa crisi di nervi.

Rivalutare le periferie non vuol dire solo farne un bel  titolo da quotidiani ma significa lavorarci seriamente credendoci.

La cultura non dovrebbe essere patrimonio di tutti? O è solo di Vanna Marchi?

Giulia Torri

giuliat@vicini.to.it

 

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